Le foibe? Caro presidente, furono i comunisti

Presidente Napolitano, mi dispiace, ma non ci stiamo. Ricordando ieri le foibe lei se l’è presa con "le derive nazionalistiche europee", attribuendo a esse l’eccidio di migliaia di istriani, dalmati e dei partigiani bian­chi

Presidente Napolitano, mi dispiace, ma non ci stiamo. Ricordando ieri le foibe lei se l’è presa con «le derive nazionalistiche europee», attribuendo a esse l’eccidio di migliaia di istriani, dalmati e dei partigiani bian­chi. Ma le cose, lei lo sa bene, non stanno così. L’orrore delle foibe fu perpetrato dai partigiani comunisti di Tito con l’appog­gio del comunismo mondiale e dei co­munisti italiani. Lei non ha mai citato il comunismo a proposito delle foibe.

È co­me se nella giornata della Memoria, cele­brata pochi giorni fa, non citassero mai il nazismo ma se la prendessero con il co­munismo. Certo, il nazionalismo fu una delle cau­se­che inasprì i rapporti sui confini orien­tali; così come è noto che l’Unione Sovie­tica dette una mano a Hitler nella caccia e nello sterminio degli ebrei. Ma in en­tr­ambi i casi non si può tacere il principa­le colpevole e va citato per nome: il nazi­smo per la shoah e il comunismo per le foibe o per i gulag.

Lo sterminio degli italiani e la loro espropriazione obbedì a una triplice guerra: la guerra del comunismo contro l’Italia fascista, poi la guerra dei proleta­ri comunisti contro i benestanti borghe­si, quindi la guerra etnica contro gli italia­ni. Non salti i due precedenti passaggi e abbia l’onesto coraggio di chiamare i si­cari per nome: furono comunisti. Il nazionalismo in questo caso c’entra assai meno, tant’è vero che i collabora­zionisti di Tito furono anche i comunisti italiani. Con tutto il rispetto che merita, e persi­no la simpatia, non ricada nel dimentica­zionismo.