Foibe, Unione istriani: bloccata la commemorazione in Slovenia

La cerimonia organizzata dall'Unione Istriani alla foiba di Corgnale di Divaccia è stata bloccata da una contromanifestazione al grido di "fascisti"

Trieste - Una commemorazione organizzata dall’Unione Istriani alla foiba di Corgnale di Divaccia (Slovenia) è stata bloccata stamani da una contromanifestazione di persone che hanno apostrofato i partecipanti come "fascisti". Lo ha reso noto all’Ansa il presidente dell’associazione di esuli, Massimiliano Lacota, il quale ha precisato che la commemorazione era stata autorizzata dalle autorità slovene.

«Eravamo assieme a persone anziane - ha raccontato Lacota - ma davanti alla foiba di Golobivnica un gruppo di 50-60 persone ci ha bloccato l’accesso. Alcuni agenti sloveni hanno ammesso che non avevano l’autorizzazione ma non ci hanno potuto fare niente». Secondo Lacota «dietro questa cosa c’è una 'regia' in mano alla minoranza slovena triestina».

Una protesta ufficiale è stata presentata al Consolato e all’Ambasciata italiana a Lubiana. La foiba di Golobivnica si trova a 5 chilometri dal valico di Basovizza (Trieste); in essa furono gettati civili italiani e sloveni, deportati durante l’occupazione jugoslava di Trieste.

"La Slovenia si scusi ufficialmente con l’Italia e si vergogni di fronte all’Europa" lo chiede, in una nota diffusa a Trieste, il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia. "Esuli istriani cacciati come sessanta anni fa - osserva Menia - mentre portano fiori sulle foibe dove furono uccisi i loro cari. Quanto accaduto oggi dimostra - secondo il sottosegretario - che in tutta evidenza esiste un passato che non passa e che i nostalgici di Tito e delle foibe esistono al di là e al di qua del confine, come dimostrano gli imbecilli mascherati da partigiani slavi e gli altrettanto imbecilli che sventolavano un tricolore imbrattato con la stella rossa".

Secondo Menia, "preoccupa la connivenza delle autorità e della polizia slovena, anche perché è evidente che se certi presidenti seminano vento con le loro dichiarazioni, queste sono le tempeste che si raccolgono. Ha quindi ragione - conclude l’esponente di governo - chi sostiene che parlare di riconciliazione è sicuramente prematuro e forse inutile".