Folco di Neuilly

Per il santo di oggi bisogna specificare la provenienza perché il nome Folco è presente altre sei volte negli annali della santità (e ci sono anche un Folchetto e un Folcuino). I francesi lo chiamano Foulques e nessuno sa dire nulla circa le sue nascita e giovinezza. Compare nei documenti solo nel 1195 come curato a Neuilly, dalle parti di Parigi. Pare abbia avuto una profondissima resipiscenza dopo un lungo periodo di dissipazione. Datosi alla penitenza, divenne un predicatore così famoso da radunare folle oceaniche. Narra Jacques de Vitry, lo storico delle crociate, che la gente veniva da tutte le regioni della Francia per ascoltarne la parola. A volte la calca attorno a lui era tale che Folco ne usciva con la veste a brandelli (anche perché molti cercavano di tagliuzzarla per farne reliquia; pare, infatti, che Folco di Neuilly facesse anche miracoli). Folco tuonava contro l’usura, l’avidità, la prostituzione e il concubinaggio dei preti (piaga, quest'ultima, che solo la riforma gregoriana sarà in grado, e a fatica, di estirpare). A partire dal 1198 troviamo Folco di Neuilly dedicarsi soprattutto alla predicazione della quarta crociata, quella che non andrà mai in Palestina ma culminerà con la poco gloriosa conquista di Costantinopoli. Uno dei capi di questa crociata, Bonifacio di Monferrato, ricevette la croce (l'insegna del pellegrinaggio armato in Terrasanta) proprio dalle mani di Folco di Neuilly. Quest’ultimo morì nel 1201 e non vide mai partire la crociata che aveva caldeggiato (sennò sarebbe morto, sì, ma di crepacuore). Fu sepolto nella sua chiesa a Neuilly.