FOLGORATI DAL NUOVO RE SOLE

E alla fine Prodi c'è riuscito: ha fatto venire il sole. Lui, proprio lui. Un miracolo. Non ci credete? Leggete la gazzetta ufficiale dell'Unione, la prima pagina di Repubblica. In due editoriali ben incolonnati (melius abundare: uno era poco di fronte a cotanta meraviglia), il quotidiano ci spiega che domenica, durante la manifestazione a Roma, è avvenuto un vero prodigio. Romano ha levato le braccia al cielo e d'improvviso ha smesso di piovere. Ma sicuro, proprio così: sulla piazza della grande adunata, dopo una settimana di nuvole e tempeste, è tornato magicamente il sereno. Altro che mortadella, altro che Professore. D'ora in avanti per lui c'è sole un nome: chiamatelo Re Sole.
I cantori del nuovo vangelo prodiano non ci spiegano come il miracolo sia avvenuto: citano (riportiamo testualmente) «la cristiana provvidenza», il «daimon», il «destino», persino l'assai più prosaico «fattore C». Mancano solo la bacchetta di Harry Potter, il manuale dello stregone, il cornetto rosso e una sfera di cristallo e poi il quadro sarebbe completo. Di sicuro, comunque, c'è poco da scherzare: Prodi «dialoga con l'Altissimo», assicura la giornalista Concita De Gregorio. E dialogando con l'Altissimo, conclude il suo collega Curzio Maltese, lirico e mistico come non mai, «illumina una delle ragioni di speranza del popolo dell'Unione». Amen. Resta solo un dubbio: a questo punto che prevede il messale? Dobbiamo inginocchiarci anche noi?
Finora sapevamo di una certa frequentazione del Professore alle sedute spiritiche. In passato non era andata molto bene. Ora, però, pare abbia fatto progressi: ha rinunciato a parlare coi fantasmi. Parla direttamente con le forze della natura. Anzi, le comanda a bacchetta, come giurano quelli di Repubblica. E noi ci crediamo: la prossima volta che il Lambro rischierà di esondare o una grandinata metterà a repentaglio la vendemmia del moscato, chiederemo la sua magnifica intercessione. Re Sole, pensaci tu: se la tua virtù è così grande, perché la vuoi riservare soltanto a qualche migliaio di diessini, no global e fan di Pecoraro Scanio?
Sia chiaro, non ci permettiamo di fare ironia. I segni della tua magnifica potenza sono evidenti: per esempio l'altro giorno in piazza, riportano le fedeli cronache, Veltroni non era presente e Bertinotti non parlava. Non sono anche questi due inconfondibili segni del prodigio che si è compiuto? Una manifestazione del centrosinistra con Veltroni assente e Bertinotti silente. Ci inchiniamo di fronte alla tua somma grandezza, Re Sole: «piove governo ladro», in fondo, sanno dirlo tutti. Ma se poi spunta il sereno bisogna essere dei fuoriclasse per dare il merito al capo dell'opposizione.
Sì, bisogna essere dei fuoriclasse, come i giornalisti di Repubblica. Fuoriclasse che dal lunedì al sabato danno lezioni di laicismo e razionalità. Poi alla domenica cadono in estasi, rapiti dalla fede cieca nel leader che domina le forze della natura. Vi immaginate che cosa succederebbe se un giornale osasse scrivere qualcosa del genere di Berlusconi o di un altro politico del centrodestra? Mettetevi il cuore in pace, non lo faremo. Ci siamo convertiti anche noi. Altro che uomo della provvidenza, altro che Unto del Signore. È arrivato Re Sole. E li batte tutti. È persino meglio di Giuliacci: non si accontenta di prevedere le perturbazioni, le organizza. Alza le braccia, parla con l'Altissimo (con i vescovi no: quello gli risulta difficile), e, zac, la pioggia se ne va. Ce la facesse anche a fare un programma di governo, sarebbe perfetto. Ma non si può chiedere troppo nemmeno a lui: già è difficile credere che possa davvero portare il sereno meteorologico in cielo. Figurarsi il sereno politico nella sua coalizione, dove ci sono elementi che gli obbediscono assai meno delle nuvole.