Folgorati da una scarica elettrica

Stavano spostando un ponteggio che ha urtato un cavo dell’alta tensione da 20mila volt

Claudio Barnini

Le chiamano «morti bianche», come a lenire il senso di impotenza. E la tragedia delle morti sul lavoro si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi lutti, di nuove vittime, di altra disperazione. L’ultima tragedia è di ieri mattina quando una scarica da ventimila volt ha folgorato due persone a Terracina. Silvano Pannozzo, 52 anni, titolare dell’impresa edile che stava effettuando lavori di rifacimento sulla facciata di un palazzo a via Lungo Sisto, e Lucian Bogdan, 16 anni non ancora compiuti, sono infatti morti sul colpo quando il ponteggio che stavano spostando ha urtato una linea elettrica: una scarica micidiale non ha dato loro scampo. Illeso, per fortuna, un terzo collaboratore di 20 anni, anch’egli romeno. Il cantiere è stato ovviamente posto sotto sequestro. Secondo una prima ricostruzione l’impresa stava lavorando alla facciata della villetta di un ispettore di polizia del commissariato di Terracina. Gli operai dovevano spostare il ponteggio metallico che avevano innalzato per rifare l’intonaco e insieme stavano spingendo la struttura senza accorgersi però che l’ultimo piano si avvicinava pericolosamente al traliccio dell’alta tensione. Il titolare dell’impresa edile e il suo giovane operaio sono morti sul colpo. Sul caso indagano gli agenti del vice questore Vincenzo Sparagna, coordinati dal sostituto procuratore Raffaella De Pasquale. La zona è stata chiusa al traffico per consentire gli accertamenti. Oltre alla polizia sono intervenuti anche tecnici della Asl del servizio igiene pubblica. Si sta inoltre verificando la situazione contrattauale dei due romeni e se soprattutto fossero in regola con il permesso di soggiorno. «L’incidente che è costato la vita a due persone a Terracina mi colpisce, mi addolora e mi indigna. Non è accettabile che si continui morire mentre si fa il proprio lavoro», queste le prime dichiarazioni del presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Sono già quindici, dall’inizio dell’anno, quelle che nella cronaca vengono definite morti bianche - ha aggiunto -. Come Regione Lazio abbiamo stanziato 14 milioni di euro per un Piano di interventi di vigilanza straordinaria in collaborazione con la Spresial (Servizio di Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro) per vigilare. Ma non basta: dobbiamo fare di più». Il capogruppo all’Ambiente e al Lavoro Alessio D’Amato, parla apertamente di una strage continua. «Le morti nei cantieri sono la nostra Nassirya - prosegue D’Amato -. Non bastano più né l’indignazione né generiche rassicurazioni. È ora di dire basta alle parole di circostanza: chiedo che si istituisca un commissario straordinario con ampi poteri di coordinamento sull’operato dei servizi ispettivi, che affronti l’emergenza sicurezza sul lavoro nei cantieri edili». Duri anche i sindacati. «La Fillea Cgil di Roma e Lazio - sottolinea il segretario generale Sandro Grugnetti - è pronta a mobilitarsi e dice basta a questo stillicidio. Quello degli infortuni sul lavoro in edilizia è un vero e proprio bollettino di guerra».