Folla in piazza Diaz, fiaccole e cori contro l’Iran

Barbara Carrer

Si è conclusa con un coro che ha intonato l’inno nazionale israeliano e la luce di tante piccole fiaccole, la calorosa manifestazione organizzata ieri sera, in piazza Diaz, in difesa del diritto di Israele ad esistere.
«Un’occasione imprescindibile - come ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Vincenzo Giudice - per sottolineare il ruolo di questo popolo nella difesa della civiltà e dei diritti umani in Medio Oriente. Le rappresentanze delle istituzioni (Comune, Provincia, Regione) e di tutte le forze politiche, a prescindere dai diversi orientamenti, sono scese in piazza davanti al Consolato iraniano. L’obiettivo comune era di far pervenire a Teheran la ferma protesta di Milano contro le gravissime dichiarazioni antisemite lanciate dal presidente Ahmadinejad, che auspicherebbe la cancellazione di Israele dalla carta geografica.
«Si tratta di parole che inneggiano a violenza, odio e discriminazione. Antisemitismo e odio non devono trovare casa in Italia». È stato il commento di Emanuele Fiano, capogruppo dei Ds. Di parere concorde, il vicesindaco della città meneghina Riccardo De Corato: «L’adesione corale a questa iniziativa dimostra che non c’è spazio per le divisioni politiche quando si tratta di questioni che incidono su diritti fondamentali e universali». E in riferimento alla mancata partecipazione del ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, all’analoga fiaccolata organizzata nella capitale, il senatore di An, aggiunge: «Lo ha fatto sicuramente per alto senso di responsabilità e, credo, non senza amarezza».
Parla, invece, di un «ritardo colpevole» della sinistra, Augusto Rocchi, segretario provinciale milanese del Prc, riferendosi al fatto di «muoversi solo per fatti così gravi». Per questo Rocchi ha aderito alla fiaccolata sotto la Madonnina: per favorire «necessarie azioni di dialogo».
Puntuale anche il commento di alfonso Arbib, rabbino capo della comunità ebraica milanese: «Avrei preferito non ci fosse bisogno di questa manifestazione, ma dato che così non è, apprezzo un’adesione unanime e trasversale che non avrei auspicato in riferimento alla questione israeliana».