Folla di turisti, ma la Scala è chiusa

Dici Milano e pensi alla Scala. Vale per chi vive in città e considera il suo teatro una perla preziosa non soggetta a inflazione da crisi. Forse ancora di più per i turisti, che in tutto il mondo ricordano Milano e l'Italia per la musica lirica, per Giuseppe Verdi, per la Scala. Un luogo del cuore prima ancora che un brand milionario quantificato con studi, statistiche, cifre e tabelle.
Così, in questi giorni di agosto affollati di visitatori da tutto il mondo, venuti ad assaggiare la città e la sua bellezze, fanno tenerezza tutti coloro, e sono tanti, che arrivano in piazza e si avventurano sotto i portici del palazzo settecentesco per trovare un portone chiuso. Attraversano mesti la strada e cercano l'angolatura migliore, la luce più adatta a portare a casa almeno un'immagine del mitico tempio della lirica. Telefonini, macchine fotografiche, è un continuo succedersi di scatti.
Ad accogliere i giapponesi, tra i paparazzi più appassionati, un cartellone con le date della tournée nipponica della Scala: sembra uno scherzo o una beffa. Entrare nel foyer? Visitare il ridotto dei palchi? Tutto chiuso. Al massimo i turisti potranno riportare a casa l'immagine della facciata restaurata da cartolina. Eppure i lavori per rimettere a nuovo il Piermarini sono stati imponenti e costosi. E forse in tempo di bilanci assetati di euro, mettere a frutto la passione universale per la Scala con visite delle sale stuccate e racconti appassionati della sua storia può essere una buona idea per unire il buono all'utile.
Un drappello di irriducibili si mette in fila per visitare il Museo della Scala. Il premio di consolazione è previsto per coloro che si avventurano tra spartiti e abiti di scena: nonostante i lavori in corso, da un palco potranno ammirare dall'alto la platea, il palco, i velluti, il golfo mistico. È qualcosa, ma è ancora poco se si pensa all'ampiezza e all'interesse dell'edificio progettato dal Piermarini. Eppure le visite guidate non sono un servizio alla portata del comune turista.
Non parliamo poi di assistere a un'opera, un concerto, un balletto. La stagione si è conclusa da tempo e riprenderà solo a settembre. Gli appassionati o anche solo i curiosi che volessero provare l'emozione di una serata alla Scala devono dimenticare di visitare la città in estate. In passato, e in vista dell'Expo 2015, come allenamento per l'esposizione universale si era parlato di rivedere il cartellone così da accogliere le tante richieste agostane. Ma tra tagli e difficoltà in cui versa il Teatro, non appare un'impresa facile.
Nell'attesa si potrebbe studiare il modo di non deludere i visitatori a caccia di storia e architettura. Un investimento sulla città. Basta coi portoni chiusi.