Folle corsa in superstrada, muoiono due giovani

Segni di frenata non ce ne sono. L’auto è schizzata via, come impazzita, scrivendo una tragica conclusione ad una folle corsa di ragazzi. Agli occhi dei primi soccorritori, nella notte fra venerdì e ieri, si è presentata una scena agghiacciante: cinque giovani straziati, di cui uno morto sul colpo, un altro in fin di vita e tre feriti.
Fulvio Porro, 22 enne di Cantù occupava il sedile anteriore accanto al conducente: per lui non c’era già più nulla da fare quando sono arrivati i soccorsi: il suo corpo è rimasto incastrato fra le lamiere della Polo Volkswagen. Carabinieri di Giussano, Polstrada di Seregno, Vigili del fuoco di Carate e 118 con tre ambulanze e due auto mediche sono giunte sul posto ritrovandosi uno scenario terribile: sangue dappertutto e urla di dolore. Quelle degli altri quattro ragazzi tutti fra i 22 e i 25 anni. Riccardo Motta, coetaneo di Porro e residente a Briosco, è apparso subito in condizioni gravissime: trasportato all’ospedale Manzoni di Lecco, è morto ieri verso le sette di mattina nel reparto di terapia intensiva: era lui alla guida dell’auto. Fra gli altri tre feriti, un 23 enne versa in condizioni più gravi ed è ricoverato a Monza con un trauma cranico, mentre per altri due ragazzi di Cantù la prognosi, secondo i medici dell’ospedale di Giussano, è di quindici giorni. I giovani erano tutti amici e si erano dati appuntamento a Briosco, dove sarebbero giunti ognuno con i propri mezzi per proseguire poi la serata insieme. Di lì i ragazzi partono, probabilmente per raggiungere Lecco. E’ l’una e quaranta quando transitano a Giussano, in via Rossini, sulla provinciale 102. La Polo corre. Riccardo Motta, alla guida, tiene il piede pigiato sull’acceleratore: una curva insidiosa, una sbandata improvvisa e, in un istante, l’auto esce dalla carreggiata, invade la corsia opposta e piomba contro il muro di contenimento del canale scolmatore. Il veicolo rimbalza, si capovolge e il tetto si sfonda. Gli inquirenti stanno valutano ancora la dinamica esatta dei fatti, ma dai dati emersi fino ad ora sembra essere l’alta velocità la causa dell’incidente: sullo svincolo che porta alla superstrada, la Polo supera la prima sterzata senza problemi, ma la contro curva invece gli è fatale. Non ci sono testimoni ed anche per questo il rapporto della Polizia stradale lascia ancora spazio ad alcune ipotesi: oltre alla velocità gli inquirenti valuteranno se si è trattato di distrazione o di un colpo di sonno. Sono state inoltre predisposte le analisi ematiche sul conducente per verificare se fosse in condizioni idonee alla guida. I primi soccorsi sono stati portati da altri automobilisti di passaggio. Sono state necessarie tre ore di lavoro sotto la luce delle fotoelettriche per estrarre i corpi, mentre i passeggeri che sedevano sui sedili posteriori sono riusciti ad uscire da soli. Ieri mattina sul posto, c’erano i parenti dei ragazzi: gli occhi umidi a guardare quelle chiazze di sangue sull’asfalto d’inferno. Che neppure la pioggia della notte è riuscita a cancellare