Folle di gelosia va dall’ex e le spara in strada

Alessia Marani

«Ho sentito almeno cinque colpi, in rapida successione. Pensavo a dei petardi. Mi sono affacciato al balcone, abito al primo piano sulla strada e ho visto quei due corpi a terra, a poca distanza uno dall’altro, sul marciapiede. Lei l’ho riconosciuta. La vedevo ogni tanto. Una bella ragazza, alta, coi capelli neri, lunghi. Era in una pozza di sangue. Accanto a loro, in piedi, immobile come fosse impietrito, quell’altro ragazzo. Ha detto a mia suocera, che ha la tappezzeria di fronte, di chiamare i soccorsi. Non credevo ai miei occhi». Questo il racconto di Fabio, uno dei primi ad accorrere ieri pomeriggio in via Camilla di fronte al civico 27 dove Filomena Di Gennaro, 27 anni, allieva maresciallo alla scuola dell’Arma di Velletri, s’è accasciata al suolo centrata alla schiena da due colpi calibro 38 sparati dal suo ex fidanzato, un’ex guardia giurata di 31 anni, Marcello Monaco. Anche lui è a terra ferito. Gli ha sparato P. F. P., tenente dei carabinieri, ufficiale istruttore di Filomena con la quale di recente avrebbe allacciato una relazione. È stata Filomena ad avvertirlo: «Vieni sotto casa mia, ti prego. Marcello mi ha chiamata, sta arrivando da Foggia, vuole vedermi. Ho paura». Marcello che dopo essere stato mollato da «Filo» a fine anno, se n’è tornato a casa sua, a Stornella, frazione del Foggiano, ieri dopo pranzo è salito sulla sua Passat Station Wagon grigia e s’è diretto alla volta di Roma. In testa solo il desiderio di convincere Filomena a tornare con lui e quell’idea di poter essere stato tradito che gli martella il cervello e gli fa salire la rabbia in corpo. Anche Filomena è originaria di Foggia. A Roma s’era trasferita dopo avere vinto il concorso. Nell’appartamento al seminterrato di via Camilla, all’Appio, per un periodo aveva vissuto anche con Marcello. Ma ora di lui non ne voleva più sapere. Marcello arriva intorno alle 17,15. Citofona, lei esce, sale sulla Passat. I due cominciano a discutere. «Filo» alla fine scende, sbatte lo sportello. «Vai via», gli grida. Ma ignora che quello è armato, della Magnum che ha rubato al padre prima di mettersi in macchina. La tragedia in un istante. Marcello, accecato dalla gelosia, spara due colpi alla schiena della poveretta, uno le trafigge un polmone. Nel frattempo, all’angolo della strada compare P. F. P.. «Abbassa l’arma», urla all’ex vigilante. Ma quello spara ancora e anche l’ufficiale apre il fuoco. Anche Monaco cade a terra ferito. Filomena viene trasportata al San Giovanni e sottoposta a un delicato intervento chirurgico: è in gravi condizioni. Marcello, invece, ricoverato alle Figlie di San Camillo è fuori pericolo di vita. «Ho sentito gli spari - racconta la titolare del Bar Marco, all’angolo con via Eurialo - poi mi sono affacciata e ho visto la tragedia». «Camminavo per strada con mia figlia di 6 anni - dice un uomo sulla quarantina - ho pensato solo a coprire gli occhi alla bambina e a proteggerla, nascondendoci dietro un’auto in sosta. Ho avuto paura che un proiettile potesse colpirla».
Sul posto gli agenti del commissariato Tuscolano e gli uomini della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di San Vitale. Con l’aiuto delle perizie balistiche effettuate dalla Scientifica e, con la testimonianza di P.F.P. e di Monaco, dovranno ora ricostruire la dinamica esatta della sparatoria.