"Folle imporci una strada obbligata"

I residenti del centro contro il Comune che vuole decidere la via da cui devono tornare a casa. Critiche: sulla mobilità politiche contraddittorie, ticket e aumento del biglietto. <a href="/a.pic1?ID=552819" target="_blank"><strong>Corsie preferenziali: pronte 110 telecamere per spiare le auto in centro</strong></a>

Un coro di commenti indignati si leva dalle strade della zona 1. Da via Spadari all’Arco della Pace dalle Colonne di san Lorenzo a via San Maurilio cresce la protesta dei residenti per le nuove regole Ecopass. Nel mirino il documento licenziato dal consiglio di zona 1, trasmesso al Comune, in cui si propone che gli abitanti della Cerchia dei Bastioni possano tornare a casa in auto 48 volte gratuitamente, dopodiché dovranno pagare la tariffa scontata. Ma l’aspetto che fa montare su tutte le furie gli abitanti del centro storico è l’idea, messa nera su bianco nel documento, del varco obbligato: dal 1 gennaio i residenti potranno accedere all’area Ecopass gratuitamente solo se entrano nel varco più vicino a casa. Le alternative: pagare la congestion charge oppure circumnavigare l’area Ecopass fino ad arrivare all’entrata giusta. Inutile dire che così facendo si incrementano notevolmente il traffico e lo smog lungo la Cerchia dei Navigli.
«Chi è quel genio che ha pensato una cosa del genere? - si chiede Giacomo, residente in via San Maurilio - cosa vuol dire che l’amministrazione mi indica da parte devo entrare per andare a casa? Non riesco proprio a capire il senso di questo provvedimento assurdo. Obbligando i cittadini a fare il giro dell’oca si crea molto più traffico e inquinamento appena fuori dall’area».
Al Ticinese e alle Colonne di San Lorenzo l’atmosfera è la stessa: «È assurdo che il Comune prescriva ai milanesi la porta da cui devono entrare - attacca Marcello - una obbligo che diventa paradossale se si tiene conto del fatto che alle Colonne e in Ticinese vengono commessi impunemente ogni tipo di reati, di giorno e di notte. Per non parlare del fatto che circolano mezzi dove non dovrebbero. E poi si obbligano i cittadini a contare gli ingressi a casa propria e a passare da una parte piuttosto che da un’altra».
È indignato Lino Stoppani, titolare di Peck e residente in via Spadari: «È sbagliato obbligare chi vive nella zona a pagare una tassa di ingresso, è il principio che proprio no va - spiega -. Se abito nel centro storico devo avere diritto, come tutti, a entrare in casa mia in auto tutte le volte che voglio e dove voglio: non si possono limitare gli accessi. Capisco limitare la possibilità di entrare in centro in auto a chi ci va per altri motivi, ma non a chi ci abita». Sul piede di guerra anche i residenti dell’Arco della Pace. «Stabilire la strada che i residenti devono fare è da marziani. Capisco - attacca Franco Spirito portavoce del comitato Pro Arco - che l’amministrazione debba trovare un modo per combattere l’inquinamento, che ci sta avvelenando, ma non credo che il modo giusto sia mettendo delle tasse. Per non parlare delle obbligatorietà degli accessi, meccanismo assurdo e senza senso. Quest’amministrazione però sulla mobilità continua a dare indicazioni contraddittorie: aumentano il biglietto e poi ci dicono che non dobbiamo usare l’auto».
Sulla questione interviene anche la politica con il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli: «Le ultime notizie che arrivano sulla congestion charge dimostrano solo una grande confusione. Quello che è sempre più chiaro è l’approccio dirigista che traspare dalle norme per i residenti: chi si muove è perduto».