La follia d’amore che si consuma in un manicomio

Esce il 15 giugno la pellicola tratta dal romanzo di Patrick McGrath. L’attrice Natasha Richardson: «Ho molto in comune con la protagonista Stella»

Roma - «Finalmente in casa editrice abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando è iniziata la lavorazione del film», commenta Matteo Codignola, editor e traduttore di uno dei romanzi più fortunati degli ultimi lustri, quel Follia di Patrick McGrath di cui la Adelphi ha venduto in meno di dieci anni oltre mezzo milione di copie, facendone il nuovo vessillo della casa editrice fondata da Roberto Calasso. «Erano anni che in casa editrice si scommetteva su chi avrebbe interpretato la parte di Stella, quella di Edgard e quella di Peter Cleave - aggiunge Codignola -. Ci siamo andati vicino soltanto per quest’ultimo personaggio. Tra i nostri candidati c’era infatti proprio Ian McKellen».

A poco più di dieci anni dalla sua uscita in Inghilterra arriva ora la riduzione cinematografica, fortemente voluta da quella che ne sarebbe divenuta non solo la protagonista ma anche la promotrice e paladina in tutto il mondo: Natasha Richardson.

La giovane attrice inglese, figlia d’arte (sua madre è Vanessa Redgrave, suo padre è Tony Richardson, regista di culto del cinema indipendente britannico) e moglie dell’attore Liam Neeson, si è da subito innamorata di un personaggio che per spessore e drammaticità è sicuramente tra i più riusciti della letteratura contemporanea (alcuni critici lo hanno paragonato addirittura ad Anna Karenina, Emma Bovary e alla Nora di Casa di bambola).
In fondo c’era da scommetterlo che la tragica passione d’amore maturata all’interno di un ospedale psichiatrico tra un paziente e la moglie di uno dei medici, avrebbe attratto più di un’attrice in cerca di un personaggio «fuori dal comune».

«L’ho letto tutto d’un fiato - spiega l’attrice, a Roma per presentare il film che uscirà nelle sale italiane il prossimo 15 giugno -, ed ho subito pensato che Stella era un personaggio straordinario. Sentivo di avere molto in comune con lei, con la sua tormentata femminilità e con la sua fragilità».

Stella è la moglie di uno psichiatra che lavora in un manicomio criminale. Trascurata dal marito, la donna finisce tra le braccia di un paziente che ha alle spalle il violento omicidio della moglie. Quest’ultimo (interpretato dal neozelandese Marton Csokas) riesce a fuggire dall’ospedale e convince Stella a raggiungerlo. La donna si lascia la famiglia alle spalle ma, una volta costretta dalla polizia a tornare a casa, inizia inesorabilmente a cadere nella spirale della depressione. E proprio a causa del suo stato non riesce a salvare il figlio che muore annegato davanti ai suoi occhi. La storia nel libro, come nel film, viene raccontata da Peter Cleave (Ian McKellen), collega del marito di Stella, che ha in cura prima l’uxoricida e poi la stessa Stella.

Passare dalle parole ai fatti per Natasha Richardson non è stato, però, facile. E la storia tormentata della produzione di Follia potrebbe rappresentare una illuminante parabola sullo stato di salute del cinema delle major americane. «Serviva un grande budget per produrlo - ricorda la Richardson - e quindi mi sono rivolta alla Paramount. Sono passati alcuni anni solo per trovare uno sceneggiatore all’altezza del romanzo di Mc Grath». La costanza della Richardson viene alla fine premiata. Per la sceneggiatura viene scelto Patrick Marber (autore, tra l’altro, della fortunata pièce Closer da cui è stato tratto nel 2004 il film di Mike Nichols). Il regista viene scelto dalla stessa Paramount: è David McKenzie (autore di Young Adam). «Oggi possiamo solo essere contenti del risultato - confessa l’attrice - ma all’inizio è stata dura. La Paramount voleva attori americani, ambientare la storia ai giorni nostri e, soprattutto, un lieto fine!». L’unico rimpianto è per il mancato arruolamento dello stesso Neeson. «Anche mio marito Liam era entusiasta del progetto - ricorda la Richardson - ma quando abbiamo ricevuto l’ok dalla produzione era troppo tardi: aveva già preso altri impegni professionali». La Richardson tornerà presto sugli schermi con Evening di Lajos Koltai dove recita a fianco della madre (oltre che di altre grandi attrici del calibro di Glenn Close e Meryl Streep).