La follia di Hitler e il militarismo di Napoleone

Mio caro amico,
giorni fa ho letto che un suo corrispondente si domandava che differenza ci sia fra Napoleone e Hitler. Ecco.
1 - Hitler uccise milioni di ebrei; Napoleone dette la libertà e i diritti del cittadino agli ebrei in tutti i Paesi che dominò.
2 - Quando Napoleone si recò col suo esercito in Egitto portò con sé (fatto unico) un nucleo di studiosi. Infatti essi scoprirono la stele di Rosetta trilingue (tra cui il greco) che permise il deciframento dei geroglifici.
3 - Aprì strade bellissime e ampie come quella del Gottardo.
4 - Ispirò codici ottimi. Ancora oggi i nostri codici, e quelli di tutti i Paesi civili, si basano su quello napoleonico.
5 - Napoleone pose fine agli orrori della Rivoluzione francese e tutti coloro che erano stati esiliati dalla Francia poterono rientrarvi. Egli assicurò a tutti i francesi e a tutti i popoli da lui conquistati, tranquillità e rispetto dell’ordine e della legge.
6 - Napoleone portò in tutta Europa le idee della Rivoluzione francese sulla punta delle baionette: ciò che adesso fa Bush.
7 - Egli pose fine al Medioevo e aperse la nuova era in cui oggi viviamo.
8 - Napoleone fondò il Regno d’Italia e ne divenne re. Di qui deriva tutto il nostro Risorgimento.
9 - Un altro grande italiano, Alessandro Manzoni, assicurò la gloria a Napoleone affermando che egli era superiore a tutti gli altri uomini: «Bella Immortal / benefica / Fede ai trionfi avvezza! / Scrivi ancor questo, allegrati; / ché più superba altezza / al disonor del Gòlgota / giammai non si chinò».
Fece tutte queste cose Hitler?

Accademico dei Lincei - Roma


Sì, certo, carissimo Bonfante, però Manzoni mica si sbilancia e lascia a noi posteri convenire (l’«ardua sentenza»: sarebbe impertinenza ricordare a lei, massimo linguista, la portata di quell’«ardua») se fu vera gloria. Mi torna difficile polemizzare con un maestro e amico quale mi onoro di ritenerla e pur ammettendo che è esercizio sterile porre a confronto Napoleone e Hitler, a voler essere pignoli toccherebbe ammettere che anche quest’ultimo fece qualcosa di buono. Inventò l’ecologia, ad esempio: vegetariano, animalista, sirchiano (nel senso di nemico delle sigarette), adoratore della natura e del selvaggiume in generale può legittimamente esser considerato il guru dei Pecoraroscanio e dei Verdi che ridono o gemono. Mandò anche al creatore qualche milione di ebrei, ma quell’altro, il Bonaparte, portò le guerre sotto le finestre di casa, concepì la coscrizione obbligatoria (anche nelle nazioni «liberate») e disseminò l’Europa di cadaveri. Oh, sì, il Codice napoleonico: squisito. Ma l’Inghilterra, per dire, ne fece a meno e non si può dire che il Diritto anglosassone sia proprio da gettar via. In quanto alla missione redentrice, alle conquiste giustificate dall’aspirazione a sciogliere dalle catene i popoli oppressi, valga per tutti il trattato di Campoformio. Infine, il Risorgimento: non mettendo nel conto l’iconografia (il tricolore della Cispadana), sbaglierò ma a me pare che ci mise più del suo l’altro, di Napoleone: nelle tre «S» - Solferino, Sadowa, Sedan - che secondo Otto von Bismark (e non solo lui) fecero l’Italia, volente o nolente Napoleone III compare due volte su tre. E senza mai mettere in campo un Dominique Vivant Denon, il tizio al quale Bonaparte il Buono affidò la missione di razziare le opere d’arte nell’Italia «liberata» (per l’oro, era incaricato un altro liberatore).