Le follie degli onorevoli: mutua a cani e gatti

Già depositate 930 proposte di legge in Parlamento, solo l’ex presidente Cossiga ne ha presentate 48. Dai casinò stagionali alla Giornata dei bonificatori

Roma - Tanto per portarsi avanti, Francesco Cossiga alla sua tredicesima legislatura ha già depositato quarantotto progetti di legge. Con uno chiede di abolire i senatori a vita, in un altro se la prende con Bankitalia proponendo che ceda le quote societarie e poi: amnistia per spie e terroristi, esame psicoattitudinale per i magistrati (provvedimento molto discusso in campagna elettorale), disciplina delle spedizioni militari e via di questo passo lungo il repertorio storico del pimpante presidente emerito della Repubblica. Camera e Senato sono stati sepolti da una valanga di pdl d’inizio lavori, 930 fino a ieri mattina. A Montecitorio raccontano che non riescono a tenere il ritmo con la pubblicazione: ne sono stati stampati soltanto 8 su 648. A Palazzo Madama i disegni di legge sono 282, ma non proprio all’insegna del nuovo. Uno su sei, come detto, è stato presentato da Cossiga.

Onorevoli «pellegrini», attenti all’infanzia e agli animali, ma anche italianamente golosi, appassionati a nuove feste nazionali, alle case da gioco, alle giornate di memoria più strampalate. Alcune perle dall’elenco delle idee «prioritarie» della sedicesima legislatura: la giornata nazionale dei bonificatori, norme sul collezionismo, disciplina del piercing e la mutua per cani e gatti. La sanità italiana fa acqua da tutte le parti, ma anche gli animali hanno bisogno del loro «servizio sanitario nazionale mutualistico», chiede la senatrice del Pd Silvana Amati nella sua proposta con «norme a favore della cura dei cani e dei gatti». Scartabellando negli archivi parlamentari si scopre che si tratta di un pdl presentato da quattro legislature, senza successo.
Non vanno per la maggiore invece i disegni per il contenimento dei costi della politica, e la parolina «indennità» è difficile da scovare. Onore a due deputati leghisti, Stefano Stefani e Matteo Brigandì, che prevedono «norme in materia di riduzione dell'indennità parlamentare».

Sono già tre alla Camera e uno al Senato i progetti di legge per la valorizzazione della via Francigena, antico percorso di pellegrinaggio di devoti, con rara trasversalità: Foti di An, Volontè dell’Udc, Ceccuzzi del Pd e al Senato Tomassini di Forza Italia. A proposito di Volontè, il centrista insegue Cossiga per impegno legislativo: 44 pdl, dalla tutela delle casalinghe all’aumento della minima a coloni e mezzadri.

Appaiono anche le prime indicazioni politiche: i radicali ad esempio non sembrano voler abbandonare neanche per scherzo i loro cavalli di battaglia di una vita. E così al Senato Donatella Poretti ripropone la liberalizzazione della cannabis, mentre alla Camera Rita Bernardini ha già presentato un pacchetto che non piacerà all’alleato Di Pietro: norme per la separazione delle carriere dei magistrati, abolizione degli incarichi extragiudiziali. Umberto Bossi mette le mani avanti e a Montecitorio chiede l’attuazione piena dell’articolo 119 della Costituzione: federalismo fiscale.

Ci sono in effetti molti pdl tormentoni, o sempreverdi, quei progetti di legge sfortunatissimi, che da anni rimangono disegni senza legge. Per esempio: l’Inno di Mameli. Alla Camera è un’esponente del Partito Democratico, Marina Sereni, a occuparsene con il suo pdl: «Riconoscimento dell’Inno di Mameli Fratelli d’Italia quale inno ufficiale della Repubblica».

Osserverebbe il New York Times che la sedicesima legislatura non poteva aprirsi senza la pasta e la pizza. Al Senato Giovanni Legnini del Pd chiede «Misure per il riconoscimento della qualifica di pizzaiolo», alla Camera Paolo Russo del Pdl propone l’istituzione del «museo della pasta alimentare della regione Campania». Sono tre poi alla Camera i progetti di legge per l’apertura di nuove case da gioco: due «stagionali» ad Ariccia e Anzio, più un altro a Ostuni e uno ancora a Stresa.

Si è parlato tanto di abolizione delle Province, ma c’è chi chiede subito di aggiungerne di nuove: la Valcamonica e la Lanciano-Ortona-Vasto, per citarne due. Dal Carroccio Giacomo Stucchi propone: Lampedusa e Linosa siano «zona franca».