Follie d'estate: ecco il gelato che fa abbronzare e quello che protegge la pelle

Vitamine e gusti esotici, dalla goiaba al dulche de leche. Ogni anno gli italiani spendono più di due milirdi in coni: un settore che non conosce crisi e che dà lavoro a novantamila persone

Volete abbronzarvi con gusto? Provate il beauty ice cream, il primo gelato che aiuta la tintarella. Una simile trovata non poteva che essere frutto della creatività di un'azienda italiana. Che infatti si chiama "Lato G" e produce gelati artigianali arricchiti con vitamine specifiche, «buoni» per ogni esigenza.
Detta così, sembra una vera rivoluzione: il gelato, amato ed odiato da chi tiene alla linea, che adesso potrebbe addirittura favorire l'abbronzatura. Tutto merito, pare, del Goaiaba, un frutto amazzonico, noto per la vitamina A che stimola la produzione di melanina e di conseguenza anche lo scurirsi della pelle. La linea lanciata dalla ditta include prodotti che contrastano l'invecchiamento cutaneo con un gelato specifico all'Acai, una bacca del Perù ricca di vitamine A, C, E e di antiossidanti, o il gelato allo yogurt greco che aiuta la flora batterica intestinale.
Si aggiungono poi alla lista gelati che cercano di andare incontro anche ai palati più esigenti con gusti esotici e multietnici, come il frutto della passione delle Antille francesi, la mela e cannella dello Sri Lanka, il limone e menta di Marrakech, il dulce de leche della Pampa argentina. E in autunno sarà pronta l'ultima novità, le agri-gelateria, con il cono in arrivo direttamente dalla stalla. Come dice il presidente dei gelatieri di Confartigianato, Loris Molin Pradel, «non esiste limite alla fantasia degli artigiani che sono riusciti a inventare oltre 270 gusti».
E del resto il gelato è uno dei prodotti alimentari che non conosce crisi. Negli ultimi dodici mesi per il cono gli italiani hanno speso più di due miliardi di euro, 81 a famiglia, l'uno per cento in più rispetto all'anno scorso. I più golosi, secondo uno studio effettuato dalla Confartigianato, sono i lombardi, seguiti dai veneti e dai laziali. Aumentano i negozi specializzati: oggi sono quasi 38 mila e danno lavoro a novantamila persone.