Follini agli alleati: «Tassiamo le rendite finanziarie»

da Roma

Marco Follini, segretario dell'Udc, sarà intervistato questa sera alle 00.10 all’Antipatico, il programma televisivo condotto su Canale 5 dal direttore del Giornale Maurizio Belpietro. Un faccia a faccia con l’alleato e principale critico di Silvio Berlusconi che parte proprio dal significato politico della discontinuità: la parola d’ordine del leader centrista.
Follini non esplicita la necessità di cambiare il leader del centrodestra ma dice: «Imbocchiamo la strada del cambiamento. Se restiamo fermi così come siamo, uguali a noi stessi, facciamo un grande regalo a Prodi. Io, quel regalo non glielo voglio fare». A Berlusconi che sembra al limite della pazienza, Follini ricorda che «la pazienza è una virtù fondamentale nella politica. In caso di cambio al vertice della Cdl, il leader centrista si dice convinto che «nel Centrodestra ci sia un ampia schiera di classe dirigente che può tener testa a Prodi». Qualche nome? «Fini e Casini sono sicuramente dei nomi eccellenti». Rispetto alle ipotesi di possibili spaccature e fughe elettorali solitarie, Follini risponde che «il problema è tenere dentro gli elettori, non mandare fuori gli Alleati». Poi chiarisce: «Il nostro obiettivo è sconfiggere il Centrosinistra e cambiare il Centrodestra».
Il responsabile di via Due Macelli entra nel dibattito del grande centro: «Io credo che il destino sia quello di riorganizzare un grande partito di Centro, per un partito che somigli un po’ a quello che una volta era la Dc, antagonista e alternativo a quella che nel frattempo sotto l'usbergo di Prodi prenderà forma». Un disegno in cui è centrale il tema della legge elettorale. «La proporzionale - dice Follini - è una legge elettorale che forse dà una mano a rendere questo sistema un po' più governabile. Dopo 10 anni di maggioritario, abbiamo molti più partiti di prima, partiti più deboli, coalizioni più eterogenee e un peso eccessivo delle forze, come dire, eccentriche e questo è un sistema che va corretto». Sullo sbarramento al 4% Follini pensa che «se cambia la legge elettorale e si fa un premio di maggioranza, a quel premio concorrono tutti i voti. Quelli che vanno a tutti i partiti. Non si può fare una legge per la quale alcuni voti si perdono per strada, perché se non viene meno il principio dell'uguaglianza tra le coalizioni. La coalizione che prende un voto in più, quali che siano i partiti che la compongono, ha diritto a un premio di maggioranza. È elementare, matematica e giustizia politica».
Si parla di famiglia, pacs, intercettazioni telefoniche e caso Bankitalia ma all’Antipatico Follini anticipa soprattutto alcune richieste per la prossima legge finanziaria. Primo punto: una politica per la Famiglia. «Dalle bozze che circolano - dice Follini - sono previsti due miliardi di sgravi per l'Irap, quindi alle imprese, e duecento milioni per le famiglie monoreddito, quelle che hanno più difficoltà a fronteggiare il carovita. Ecco, se queste sono le cifre, mi permetto di dire che un po' più di attenzione alla famiglia non guasta». Maggiore attenzione anche sul Mezzogiorno. «Credo - dichiara l’esponente dell’Udc - che noi dobbiamo puntare alla fiscalità di vantaggio, che è la strada che insieme all'Europa dobbiamo cercare di intraprendere per dare al Mezzogiorno una possibilità di riscatto». Rispetto ai tagli che si preannunciano necessari Follini «comincerebbe a tagliare oggi le rendite finanziarie. Perché se una persona anziana ha messo da parte qualche migliaia di euro per affrontare la sua vecchiaia e li ha investiti in Bot e Cct, è giusto che lì non arrivi la scure fiscale. Ma sul capital gain, sulle stock options, dei grandi manager forse una lira di tassa in più non guasta». Anche il taglio del 10% degli stipendi dei parlamentari «può essere una buona idea». Chiusura su un’ipotetica vittoria di Prodi. Cosa succederebbe? «Io - risponde Follini - spero che non vinca e quindi non lo chieda a me. Io sto cercando di contrastare questa eventualità perché non ritengo nell'interesse di questo Paese che vinca un centrosinistra che è molto vecchio e che è diviso su tutti i principali argomenti a cominciare dalla politica estera».