Follis, il filo di Arianna porta al podio «Questo bronzo mi sembra un sogno»

L’impresa della campionessa triste: nella 10 km a tecnica libera la valdostana ritrova il sorriso sei anni dopo la morte del fratello sotto una valanga

La vita può essere davvero crudele, ma a chi trova la forza per superare i momenti difficili sa anche riservare giornate meravigliose. Arianna Follis sul podio mondiale con il bronzo al collo non abbandona del tutto il suo sguardo malinconico, ma dentro il suo cuore la gioia deve essere infinita, come quel mondo misterioso dove dal 14 marzo 2001 vive suo fratello Leonardo, morto sotto una valanga mentre si allenava sulle montagne sopra Gressoney, dove i due ragazzi figli del panettiere sono cresciuti assieme, amando la montagna e la fatica.
Ma la vita non si ferma, la vita continua e, appunto, può regalare gioia anche dopo i momenti più tristi. Arianna Follis negli ultimi anni ha trovato gioia nel mondo del fondo, crescendo all'ombra di una grandissima atleta come Gabriella Paruzzi, il suo esempio per come ha saputo crescere gradualmente, senza proclami né clamori, fino all'oro olimpico. Ieri Arianna ha superato la sua maestra almeno per quanto riguarda i Mondiali, salendo sul podio da sola, impresa che a una fondista italiana non riusciva da otto anni, da quando cioè Stefania Belmondo aveva vinto l'oro nella 10 e nella 15 km a Ramsau.
La 10 km a tecnica libera che ha dato una nuova dimensione a questa campionessa tranquilla, serena e soprattutto forte, era la gara su cui Arianna puntava forse di più in questi mondiali dopo le delusioni patite nella sprint in coppia con Sabina Valbusa, 8° posto, e nella 15 km combinata chiusa al 19° posto, gara nella quale si era forse un po' risparmiata pensando appunto alla 10. Essere protagonista nelle gare di lunga distanza era un po' il suo chiodo fisso da quando aveva cominciato ad andare forte nelle gare sprint, due vittorie in coppa del mondo, l'ultima a gennaio, il 7° posto all'olimpiade e tantissimi piazzamenti fra le prime dieci. Arianna voleva diventare una fondista completa, in grado di adattarsi ad ogni situazione, per questo una delle sue maggiori soddisfazioni era stata quella di vincere il bronzo mondiale come ultima frazionista a tecnica libera nel 2005 e un anno dopo ancora il bronzo, olimpico, come prima frazionista a tecnica classica.
È da due stagioni che Arianna Follis può considerarsi la più forte fondista italiana, ma per lei a parlare erano solo i risultati, perché la valdostana nata a Ivrea ma ora residente sull'Appennino modenese, a Frassinoro, è una tipa riservata e silenziosa. Ieri Arianna, come tutte le italiane, aveva ai piedi sci velocissimi e la sua gara è stata un crescendo esaltante: 11ª dopo 2 km a 7" dalla ceca Neumannova (che dominerà dal primo all'ultimo metro), è passata a metà gara col 4° tempo, posizione confermata al km 8,3 km, dove il bronzo della norvegese Steira era lontano 7"9 e l'argento della Savialova 9"8. Gli ultimi mille metri della Follis sono stati un lungo sprint, la Steira ha leggermente ceduto e lei è andata via agile e leggera, andando a sfiorare l’argento, rimasto a 3"7. Ieri si correva da soli contro il cronometro, ogni atleta doveva quindi trovare dentro di sé la forza per spingere e Arianna sembrava volare sulla neve con i suoi sci preparati amorevolmente da Alessandro Biondini, skiman della nazionale e dallo scorso ottobre anche suo marito. È lui l'uomo che ha ridato gioia a questa ventinovenne che si definisce altruista e testarda e che ieri, dopo la gara più bella della sua vita, ha semplicemente detto «Sono stupefatta, mi sembra un sogno».