La Follis lancia lo sprint del fondo azzurro

Ci sono Mondiali che valgono più delle Olimpiadi e di una carriera intera: per lo sci di fondo, il salto e la combinata mancano ventiquattr’ore all'appuntamento con la gloria. Sì, perché, in Norvegia, sulla collina di Oslo, stanno per prendere il via, da domani al 6 marzo, i Mondiali dedicati al mondo nordico ed "alternativo" allo sci che va in discesa. Qui si scivola e si vola nell'aria sopra Holmenkollen, sinonimo di mito e leggenda per l'emisfero degli sci sottili. Prove iridate nel 1930, poi ancora nel '66 e nell'82, in mezzo i Giochi del '52: davanti al tempio dello sci nordico a tutti son sempre tremate le gambe e anche fra gli azzurri c'è chi ha finalizzato la preparazione stagionale per questo appuntamento.
Basta chiedere a Pietro Piller Cottrer che ad Holmenkollen vanta due successi a distanza di 13 anni. Primo nel '97, secondo lo scorso inverno sulla massacrante distanza dei 50 km. «Lassù si gareggia innanzitutto contro l'emozione», sintetizza lui che ha saltato il Tour de ski e lavorato sodo per la "sua" gara che chiuderà anche la rassegna iridata, il 6 marzo. Ma con lui il dt Silvio Fauner ha convocato altri dieci azzurri: Checchi, Clara, Di Centa, Frasnelli, Gullo, Hofer, Moriggl, Pasini, Pellegrino e Scola. Con loro anche le sei "guerriere" Brocard, De Martin Topranin, Follis, Genuin, Longa e Rupil. «I 20 podi arrivati in stagione ci confortano: speriamo in un pizzico di fortuna in più rispetto a Vancouver», ha detto Fauner che schiera un giusto mix fra saggezza e novità. Ci sono i vecchi leoni, come Piller (ma non Zorzi) e Giorgio Di Centa, chiamato al riscatto dopo una stagione fin qui opaca anche per via di scarso feeling con i materiali nuovi. E ci sono i giovani rampanti come Federico Pellegrino che dopo il primo podio della carriera giura che la sua vita non è cambiata.
Non si sente più una outsider nemmeno Magda Genuin che con l'altra ex "new entry" (ricordate a Vancouver?) Silvia Rupil andrà a bilanciare in freschezza la staffetta con le veterane Arianna Follis e Marianna Longa le due temibili "gemelle diverse" che hanno imperversato da inizio stagione chiudendo rispettivamente quarta e terza al Tour. In classifica generale Follis e Longa si sono nel frattempo scambiate la posizione e Arianna è seconda nella sezione sprint, alle spalle della statunitense Randall. «La "mia" gara sprint sarà la prima medaglia che si assegna, già domani, speriamo di rompere subito il ghiaccio», confessa la valdostana che è alla sua ultima stagione e proprio domenica scorsa a Drammen ha sfiorato ancora una volta il podio nella specialità. L'emozione può aspettare.