La Follis non scende dal podio: il suo sprint è d’argento

Sulla neve l'Italia continua a sorridere, da Garmisch a Oslo cambiano le discipline, cambiano i materiali, le piste e i protagonisti, cambiano le temperature, ma sul podio, in Germania come in Norvegia, c'è sempre il tricolore. La gara di apertura del programma dello sci di fondo, era la sprint a tecnica libera di cui Arianna Follis deteneva il titolo mondiale vinto due anni fa, ed eccola, la valdostana di Gressoney trapiantata in Emilia dopo il matrimonio con il suo skiman Alessandro Biondini, eccola ancora sul podio. E' seconda, argento, dietro all'imbattibile norvegese Marit Bjoergen, (Arianna l'ha definita «sopra le righe», quest'inverno sembra veramente di un altro pianeta) dopo una sfida cominciata già nei quarti di finale di una giornata tutta da raccontare.
Alla vigilia, Arianna aveva descritto la pista della collina di Holmenkollen, vero tempio dello sci nordico, come molto dura e difficile: «Bisognerà risparmiare ogni energia fin dalla qualifiche». Detto e fatto: con l'11° tempo l'azzurra entra nelle trenta che disputeranno le serie a eliminazione diretta e fin dalla prima si trova contro il "mostro" norvegese (alla quale rende almeno dieci centimetri di circonferenza coscia), nettamente prima già in qualifica. Passano le prime due e Arianna c'è, dietro alla Bjoergen che non si risparmia mai, beata lei che non ne ha bisogno.
La prima semifinale vede Arianna e Marit di nuovo spalla a spalla e mentre la storia dei quarti sembra ripetersi, sulla salita più dura del tracciato ecco il fattaccio. In fase di spinta lo sci di Arianna incoccia contro quello di una svedese, è un attimo, ma basta, va in rotazione, poi in terra, è ferma, mentre le altre continuano a spingere. Sembra finita, ma non lo è, perché Arianna Follis, nella vita così tranquillina, posata, gentile, timida ed educata, quando è in gara si trasforma, diventa una belva. E non molla, non molla mai la preda. Reagisce, si alza, ricomincia a spingere, torna sotto alle prime, raggiunge quasi la Bjoergen, fa la volata, ma viene beffata dalla slovena Majdic: dovrà aspettare la seconda semifinale per essere ripescata grazie al miglior tempo fra le escluse. Ed eccola in finale, ancora una volta al fianco della furia rossa norvegese, alle cui code Arianna si attacca con la solita sagacia tattica, non la mollerà fino al traguardo e tanto basterà per prendersi l'argento.
«E' fantastico essere di nuovo sul podio dopo due anni, parentesi olimpica a parte (non lo dice ma si capisce: parentesi di delusione, con due quarti posti, ndr) sono stati due anni ricchi di soddisfazioni e oggi raccolgo di nuovo tanto anche grazie a quello che mi hanno insegnato le sconfitte olimpiche. Il recupero dopo la caduta in semifinale mi ha fatto credere ancora di più in me stessa, eppure per un istante mentre ero in terra ho pensato che fosse finita». Macché finita, e quando mai? Arianna Follis tornerà in pista domani nella 15 km a inseguimento, oggi intanto il Mondiale continua con le qualifiche della gara di salto dal trampolino corto.