La Fondazione Ania contro i punti critici della circolazione

Luisa Parer

Incidenti in crescita sulle strade italiane: a rilevarlo è l’Ania passando in rassegna i dati del primo trimestre dell’anno. Sul fenomeno, prosegue l’Associazione presieduta da Fabio Cerchiai che raggruppa le imprese assicurative italiane, potrebbe aver influito sia una più rapida chiusura dei sinistri senza seguito lo scorso anno, nonché un peggioramento delle condizioni meteorologiche da gennaio a marzo. In particolare, nel complesso dei veicoli analizzati la frequenza dei sinistri è stata del 9,26%, in aumento del 5,9% rispetto al 2005 (8,74%), ma a crescere rispetto all’anno precendente è stato anche l’importo medio liquidato per i sinistri (più 3,8% a 3.668 euro).
Per contrastare il fenomeno l’Ania ha comunque promosso sia una Fondazione tra le proprie associate attive nell’Rc auto sia uno specifico progetto sui cosiddetti «punti neri» della viabilità. Una delle principali cause dell’incidentalità, ricorda l’Ania, è infatti individuabile nei difetti delle infrastrutture esistenti che inducono nei conducenti errori di percezione dell’ambiente stradale o amplificano gli effetti di lievi distrazioni durante la guida. In sostanza, sulle strade esistono delle zone caratterizzate da un’elevata probabilità di incidente, definite «punti neri o black point». Problema per contrastare il quale la Fondazione per la sicurezza stradale delle compagnie di assicurazione, cioè Fondazione Ania, ha predisposto il progetto «black point». Si tratta di un piano di lavoro specificatamente volto a censire i punti critici della circolazione e dei punti a rischio d’incidente, dando voce a chi circola sulla strada e si trova a subire le conseguenze dei problemi infrastrutturali.
Più in generale l’obiettivo della Fondazione, nata dalla consapevolezza delle compagnia assicurative di come negli anni la sicurezza stradale sia diventata un’emergenza nazionale, è completare interventi concreti ed efficaci contro gli incidenti. Secondo i dati Istat, infatti, nel 2004 in Italia hanno perso la vita 5.625 persone a causa di incidenti stradali con oltre 695mila feriti. Un quadro reso più preoccupante dal fatto che oltre il 32% dei morti in strada non aveva ancora 29 anni e che i feriti in questa fascia d’età rappresentano più del 41% del totale. Ma come dimostra l’adozione nel 2003 del programma di azione comunitario per la sicurezza stradale, l’emergenza è sentita in tutto il Vecchio continente e l’Unione europea ha già contribuito a trasformare la sicurezza stradale in una delle priorità politiche degli Stati membri.