Fondazione Carige cambia senza cambiare

Tanto rumore per nulla! Dopo le dimissioni dei consiglieri dal Cdi della Fondazione Carige, avvenute tra roventi polemiche e stizzite prese di posizioni, si è riformato il «plenum» a seguito delle indicazioni di Provincia e Comune, con le proposte dei soliti noti, che ricordano i sistemi della prima repubblica. Corsi e ricorsi storici.
Sembra che la cosidetta «società civile» si sia ristretta nella cerchia di quei soli, pochi fortunati che hanno un filo diretto con la realtà politica, di cui sono stati più o meno illustri rappresentanti ai vari livelli, naturalmente sotto l’ala protettrice del centro sinistra.
Ora si analizzeranno i loro curricula, come se non fossero già conosciuti e arcinoti e poi si formuleranno quelle necessarie valutazioni politiche che, ho il vago sospetto, saranno certamente favorevoli e inappuntabili. Ma davvero la Genova dei professionisti è tutta qui, chiusa nel suo caratteristico riserbo, anche sulla possibilità di esprimere eventuali elementi di novità? In Provincia è stato anche avviato un bando pubbico, affinché le proposte di candidature potessero giungere da più parti; purtroppo l’iniziativa del presidente Alessandro Repetto, alla luce dei fatti, non si è concretizzata nelle aspettative create, così quella porta che sembrava si aprisse, si è subito rinchiusa con doppia mandata.
Vice capogruppo Forza Italia