Fondazione Carige investe sui giovani laureati genovesi

Stanziati 1,5 milioni per dottorato e ricerca ai diversi Dipartimenti delle Facoltà dell’Ateneo

Chiara Ennas

La Fondazione Carige ha assegnato lunedì quindici borse di studio triennali e trentacinque assegni di ricerca (diventati poi trentanove, per le classificazioni ex-aequo) per giovani laureati dell’Università di Genova, dopo che lo scorso aprile era stato emesso il bando di concorso. La Fondazione ha quindi deciso di investire sui giovani neolaureati intenzionati a proseguire l’università, non più come studenti, ma nelle vesti di ricercatori o di dottorandi e per questo motivo sono stati stanziati un milione e mezzo di euro a favore dell’Ateneo genovese, a fronte di una richiesta davvero massiccia di partecipazione: le borse a disposizione infatti non hanno coperto le ben settanta richieste, come anche gli assegni di ricerca, per i quali la domanda era giunta a quota 219.
Prosegue dunque la collaborazione fra Carige e l’Università, come già avvenuto con il coinvolgimento degli studenti e dei Dipartimenti delle facoltà di Architettura e di Design industriale per la riqualificazione del quartiere San Vincenzo, o i contributi per l’allestimento delle strutture e l’acquisto di strumentazioni per alcuni Dipartimenti, in modo particolare quelli di Medicina. Ma questa volta sono interessate più facoltà: gli assegni di ricerca, della durata di un anno, sono stati difatti assegnati in maniera differenziata a quasi tutti i rami e ambiti di studio, da Giurisprudenza, a Lettere e Filosofia, da Medicina, Biologia, Fisica alle discipline architettoniche e artistiche, da Economia e Ingegneria alle facoltà strettamente alla Comunicazione, all’Educazione e alla psicologia. Per quanto riguarda le borse di dottorato, invece, solo Farmacia, Ingegneria, Medicina, Economia e Scienze matematiche, fisiche e naturali si sono aggiudicate le quindici borse, dalla durata triennale, per il XXI ciclo di dottorato.
Lo sforzo economico della Fondazione vuole essere volto «a garantire ai giovani liguri quelle opportunità di studio, di ricerca e di approfondimento, essenziali per produrre nuove conoscenze e, di conseguenza, nuove opportunità per la crescita e il futuro del Paese». In questo senso si ricollega alle parole del rettore dell’Università, Giancarlo Bignardi, che nello scorso aprile, mese del bando per l’assegnazione delle borse e degli assegni della Fondazione, aveva parlato l’importanza del settore della ricerca, cui però poche risorse sono dedicate: «solo lo 0,8 per cento del Pil, contro l’1,2 per cento della media europea - aveva sottolineati Bignardi - ed è per questo che l’Ateneo si muove per creare protocolli d'intesa con Assindustria, con la Regione e con il Centro nazionale di ricerca e per la costituzione di importanti Consorzi interuniversitari e centri di ricerca aventi sede a Genova, come quello, recente, sulla biologia marina del Mar ligure».