La Fondazione non dà garanzie al calcio giovanile

Caro Lussana, tema dominante e straripante della serata di presentazione della Fondazione Genoa è stato quello della genoanità espressa nella forma che chi ama il Genoa e non vuole remare contro dovrebbe «necessariamente» essere d’accordo, almeno a grandi linee, con il Progetto Fondazione Genoa. Il bene del Genoa è espresso dalla Fondazione.
Mi sia permesso di dire che chi scrive ama il Genoa ed i bellissimi colori che ha avuto l’onore di indossare per tutta la trafila nelle squadre giovanili. Forse l’esperienza più esaltante della mia vita. Al Presidente Preziosi dire cosa significa giocare nel Genoa da giovani abitando in via Montaldo (strada di fronte allo Stadio Ferraris) mi resta sinceramente difficile. Ma con facilità gli dico che non remerei mai contro il Genoa! La genoanità ed i giovani delle scuole calcio potrebbero ricevere grande beneficio dall’operazione Fondazione Genoa perché nell’ambito del fiancheggiamento, sostegno e vigilanza ci sarebbe uno spazio «di politica sportiva» per tutelare ed incoraggiare questi due beni del Genoa 1893, questo mi è sembrato di capire dall’esposizione dei protagonisti della serata rossoblù. Mi sia consentito di affermare che questo modello di Fondazione, così come è stato concepito, può rappresentare molte cose tranne che una seria garanzia per il calcio giovanile targato Genoa .
Se poi si ipotizza che la Fondazione con il tempo potrebbe anche «scalare» il Genoa 1893 S.p.A. la cosa mi rattrista. Da lungo tempo sembra che a Genoa non esistano più ragazzi in grado di occupare stabilmente ruoli significativi in prima squadra. L’attuale gestione dei giocatori sembra procedere nella direzione opposta a quella del vivaio. I giovani hanno bisogno di una struttura , di crescere e di essere valorizzati.
Loro sì che rappresentano un capitale per il Genoa, il vero ed unico capitale sportivo esistente in una società di calcio.
La Fondazione con i rappresentanti dei tifosi e degli Enti Locali cosa può offrire di calcisticamente corretto ai ragazzi che fanno calcio nel settore giovanile del Genoa? Un tale melting pot di personaggi cosa può esprimere di qualitativamente importante per una società di calcio? Il vincolo di indirizzo della Fondazione è il bene del Genoa e quindi la genoanità.
In altre parole, concetti e valori che trovano la loro radice culturale nel sentimenti del Popolo Genoano in un qualcosa di assolutamente irrazionale ed unicamente passionale.
Sposare il dato materiale, bilancio del Genoa 1893, ed il dato morale all’interno del contenitore Fondazione non è cosa facile, ma sicuramente non è cosa che giustifica «l’entrata in campo», invasiva, degli Enti Locali in quanto soggetti totalmente estranei agli interessi del popolo rossoblù. Una fondazione di tipo calcistico è cosa diversa dagli altri modelli esistenti sul mercato. Se proprio vogliamo metterci altri rappresentanti significativi, perché non ci mettiamo di diritto anche un rappresentante della curia di provata fede genoana come elemento di garanzia per equilibrare e eventualmente contrastare possibili spinte miliardarie(sprecare soldi per acquisti faraonici di giocatori invece di coltivare i giovani) del Consiglio di Indirizzo? In fatto di giovani ne sanno molto di più alcuni parroci delle nostre periferie che la stragrande maggioranza dei politici locali… La politica e le istituzioni locali devono stare fuori dal Genoa 1893. Si è detto che il mondo del calcio sta cambiando. È vero , ma con questo tipo di Fondazione Giano bifronte, anziché andare avanti si va indietro. Ci si allontana dall’ottica del mercato e si va verso la blindatura dei progetti e delle idee. Storicamente quando c’è di mezzo una fondazione i cambiamenti sono infinitesimali nel tempo. Per valorizzare i giovani del vivaio bisogna che ci sia uno specifico interesse economico, un movente e da perseguire uno scopo. Se lo scopo della Fondazione è il bene del Genoa, parola che vuol dire tutto e niente,è evidente che una parte di rappresentanti dati i tempi e le prassi attuali, appunto perché il calcio sta cambiando , potrebbero privilegiare il «risultato immediato» e non la crescita del tessuto calcistico giovanile. Come dire meglio l’uovo oggi che la gallina domani.
Partecipazione sentimentale e genoanità sono concetti fantastici che vanno perseguiti e valutati sempre e comunque nell’ottica del mercato attraverso la legge della domanda e dell’offerta. Si provi pensare per un attimo cosa può accadere con un soggetto come la fondazione:chi comanda e cosa decide?
Magari il Sindaco boccia un centravanti per promuoverne un altro? Altri argomenti caldi sono lo stadio ed il museo del Genoa. Sarebbe meraviglioso che il Genoa avesse il suo museo all’interno del suo Ferraris. Forse già oggi attraverso una volontà politica forte il Comune di Genova potrebbe creare delle aperture significative su questo fronte. Il Genoa ed i genoani si meritano subito il museo, custode del nostro patrimonio genetico di valori e perché no anche di tante sofferenze. Caro Presidente voglia scusare il punto di vista ma la mia è una direzione costruttiva tesa alla ricerca di una «via» che crei valore per il Genoa 1893. Un progetto che investa sui giovani, sul settore giovanile e sulla identità del «territorio Genova» per regalare un sogno ai tanti giovani rossoblu che amano il Genoa. Questa sarebbe la grande novità! La Fondazione così come è stata illustrata è un progetto «vecchio» cioè a dire quello del risultato subito a qualunque costo, il resto conta poco.