La Fondazione prepara il museo

C’era anche Luciano, storico magazziniere del Pio XII ora in pensione che ha portato un cartello pubblicitario di 35 anni fa di un vecchio Genoa-Palermo in cui il biglietto ragazzi per la Nord costava 500 lire. Altri tempi. I tifosi, chi ha il cuore rossoblù ha risposto alla grande all’inaugurazione della nuova sede della Fondazione Genoa in salita Di Negro nello storico palazzo che ha ospitato in passato pure la redazione del Lavoro. Settecento metri quadrati su due piani che ospiteranno il Museo della storia del Genoa Cricket and Football club: «Un’idea che è nata proprio con la Fondazione – ha sottolineato con orgoglio l’avvocato Andrea D’angelo – e che sta prendendo corpo grazie ai genoani. Tra le nostre finalità oltre al sostegno del calcio giovanile, di progetti editoriali e di altre cose, c’è proprio il Museo. Per questo da tempo siamo impegnati nell’opera di raccolta di documentazioni fotografici o audiovisivi, di cimeli di reperti di vario genere dalle medaglie ai palloni, a indumenti appartenuti ai grandi campioni del passato e devo dire che la nostra iniziativa ha trovato tantissime adesioni. Tutte queste cose del Genoa possono essere donate, vendute o prestate, noi siamo qui». Alle pareti appena ridipinte, le immagini del trionfo di Liverpool, di una storica Bologna-Genoa del ’24, quelle di Skuhravy, di Meroni e di altri personaggi che hanno scandito i 114 anni del Grifone. Poi tante sorprese come quella del professor Barbieri presidente del Museo dello Sport che ha portato l’atto di fondazione del Genoa datato 7 settembre 1893. Un quaderno ingiallito, scritto in inglese con la firma dei fondatori. Un pezzo di grande valore. La sala che poi si è riempita anche dei ragazzi della Primavera di Torrente trionfatori del Torneo di Viareggio che sono stati premiati dai reggenti della Fondazione D’Angelo e Carbone, ha accolto decine di genoani doc come il candidato per la Casa delle Libertà Enrico Musso, Don Andrea Gallo, Fulvio Cerofolini e Cesare Lanza che, da genoano a Roma, si auspica un finale pulito: «Ho sentito che bisogna salvare i play-off. Mi auguro che Rimini-Mantova all’ultima giornata sia giocata a viso aperto per questo motivo». Lanza di fatto ha commentato ancora prima che uscisse la notizia dell’apertura di un indagine sul campionato di Serie B da parte del procuratore della Figc Stefano Palazzi a seguito delle dichiarazioni del presidente del Bologna Cazzola e del tecnico del Brescia Serse Cosmi su un presunto piano per favorire le promozioni in serie A di Juventus, Napoli e Genoa. Un atto probabilmente dovuto che fa indignare la società rossoblù e soprattutto i tifosi.
Ma il popolo genoano si prepara alla partita col Pescara e soprattutto alla trasferta di Mantova che potrebbe diventare decisiva. Duemilaquattrocento sostenitori rossoblù hanno già il biglietto in tasca per il “Martelli”, ma potrebbero arrivare altre scorte di biglietti considerato che nell’ultimo turno col Verona gli spettatori biancorossi erano pochini. Oggi, tra l’altro, si saprà cosa deciderà il giudice sportivo sulla vicenda del lancio di una spranga in campo che ha colpito un calciatore del Verona. Lo stadio di Mantova non è diffidato e quindi oltre a una forte multa dovrebbe appunto scattare la diffida, ma non la squalifica . Intanto la squadra ha iniziato la preparazione per il match col Pescara. Difficile il recupero di Juric.