Una Fondazione per riascoltare la sua «voce»

Paolo Grassi (Milano, 1919 - Londra, 1981) è stato uno dei più grandi organizzatori culturali e uomini di teatro italiano del ’900. Nato a Milano da famiglia pugliese di Martina Franca, scoprì giovanissimo la passione per la scena. Nel 1947 insieme a Giorgio Strehler fondò il Piccolo Teatro di Milano: il primo teatro stabile ed ente comunale di prosa in Italia. Non solo un teatro ma un organismo che crede «all’impegno sociale, alla coscienza etica, alla maturità civile» del far spettacolo, ossia un «teatro d’arte per tutti». Accanto agli spettacoli prodotti nella ormai storica sala di via Rovello, riapre il Teatro Lirico ai grandi spettacoli di prosa, inventa la rassegna internazionale “Milano aperta”, stimola il Comune in una impegnativa operazione di decentramento culturale con i tendoni del Teatro Quartiere. Dal 1972 al 1977 fu sovrintendente del Teatro alla Scala, mentre dal 1977 al 1980 presidente della Rai. Al termine del suo mandato, fu nominato presidente della Rai-Corporation, e qualche tempo dopo del Gruppo editoriale Electa, dove riprese la sua attività editoriale. Morì in Inghilterra durante un intervento chirurgico al cuore. Due anni fa, è stato pubblicato il volume di Guido Vergani Paolo Grassi. Lettere 1942-1980 (editore Skira) che raccoglie il ricco epistolario dagli anni Quaranta agli anni Ottanta. La figlia Francesca sta lavorando per aprire a Milano la «Fondazione Paolo Grassi, la voce della cultura»: un progetto che vuole riportare la voce e il pensiero di Paolo Grassi sul tavolo della cultura e riaprire un colloquio con la città Milano.