Fondazione Roma a sostegno della ricerca biomedica

La Fondazione Roma ha inteso dare risposte precise e concrete alle necessità della ricerca scientifica lanciando un’iniziativa di sostegno alla ricerca biomedica da 15 milioni di euro che, dopo un percorso di selezione, è arrivata in questi giorni a individuare 13 progetti di eccellenza. Tre le linee tematiche fin dall’inizio indicate, sulla base di una serie di fattori, tra i quali le aspettative di risultati e il loro impatto sociale: 1. diabete mellito di tipo due: meccanismi di malattia e complicanze macrovascolari; 2. terapia cellulare e medicina rigenerativa; 3. drug design nella terapia delle malattie infettive umane.
La procedura scelta per la selezione dei progetti è quella del peer review, metodo che rappresenta ormai una pratica seguita a livello internazionale, che si basa sulla creazione di un comitato di valutazione: esso è composto da esperti di ciascun settore scientifico a favore del quale viene indirizzato il finanziamento, un gruppo di lavoro autorevole, anonimo e indipendente, con componenti che operano in aree geografiche diverse e lontane, in grado di stabilire con competenza e imparzialità quali sono i progetti meritevoli nell’ambito di ciascuna tematica. Questo metodo è, al momento, il miglior sistema di valutazione disponibile, flessibile e ragionevolmente rapido, che consente a ciascun progetto di essere esaminato secondo un’identica griglia di criteri valutativi, da almeno tre esperti di un singolo settore. La Fondazione Roma è una delle poche istituzioni ad averlo adottato: una recente ricerca dei National institutes of health (Nih) rileva infatti che in Italia non più del 10% dei finanziamenti alla ricerca viene assegnato attraverso la metodologia del peer review, preferendosi di gran lunga procedure che permettono una sorta di «accordo diretto» tra pubblica amministrazione e privati in veste di finanziatori e ricercatori o istituzioni scientifiche.
«Con questa iniziativa la Fondazione Roma - afferma il presidente, Emmanuele Francesco Maria Emanuele - consegue due importanti obiettivi: dare slancio alla ricerca biomedica nazionale, indicato da tutti tra quelli più importanti per migliorare la qualità di vita delle persone; dimostrare in modo pionieristico, ma del tutto replicabile, come sia perfettamente possibile, quando lo si vuole sul serio, coniugare merito, trasparenza, autonomia e indipendenza di valutazione, in modo da lasciare spazio solo ai progetti e alle menti più qualificati, in grado di innalzare il credito del nostro Paese nel mondo. Se un gruppo di giovani ricercatori italiani ha un buon progetto, deve poterlo sottoporre alla comunità scientifica, esigendo di essere giudicato sul merito e partendo con pari possibilità di successo. Peraltro - aggiunge il presidente - considerando il livello medio delle risorse pubbliche indirizzate al settore, la Fondazione Roma con questa iniziativa diviene una delle principali istituzioni private finanziatrici della ricerca di eccellenza in Italia».