Fondazioni bancarie all’attacco: «Basta con le discriminazioni»

Nel mirino il tetto del 30% e il trattamento fiscale

da Milano

Le Fondazioni celebrano i 15 anni di vita chiedendo di uscire dalla «minorità». Al congresso dell’Acri (l’associazione di settore) a Bolzano, il presidente Giuseppe Guzzetti, ha ribadito la richiesta di equiparare le Fondazioni - ormai ex - bancarie a tutte le altre, approfittando dell’auspicata riforma del libro primo del Codice civile. «È ormai maturo, dopo tanto ritardo, il tempo della revisione legislativa», ha detto il presidente.
Guzzetti ha anche ripreso la questione del tetto del 30% ai diritti di voto imposto alle Fondazioni nelle assemblee delle banche partecipate, sottolineando come sia discriminante oltre che lesivo dei diritti di soggetti privati, ipotizzando anche un ricorso alla Corte costituzionale. Sulla questione il viceministro all’Economia, Roberto Pinza, ha risposto che «il governo prenderà le sue decisioni e il Parlamento si esprimerà», aggiungendo però di essersi già personalmente pronunciato a favore dell’abolizione del limite. E l’ex ministro Giulio Tremonti ha strappato gli applausi ricordando che «è stata una decisione del Parlamento e non del passato governo». Nel mirino di Guzzetti, anche il trattamento fiscale applicato alle Fondazioni: «È il peggiore rispetto a tutti i Paesi dell’Unione europea: si può rimediare e chiediamo che si rimedi». Il peso delle Fondazioni, come è emerso anche in questa occasione, è tutt’altro che trascurabile: le erogazioni a favore della collettività nel 2005 dovrebbero attestarsi al di sopra dei 1.300 milioni, secondo le proiezioni sui bilanci dei 16 enti più importanti. Rispetto all’esercizio precedente, il patrimonio è aumentato del 12%, passando da 30 a 33,7 miliardi, e la redditività netta media è salita al 6,6%, e al 7,2% se si considerano anche i proventi straordinari.
La nuova sfida, ha ricordato il vicepresidente dell’Acri Emmanuele Emanuele, «è la crisi del welfare nazionale e l’emergere prepotente di nuovi e più numerosi motivi di marginalità e miseria», di fronte a cui «le Fondazioni di origine bancaria devono rafforzare il loro impegno congiunto, valorizzando il loro capitale finanziario per metterlo integralmente al servizio della loro missione preferenziale», rivolta al sociale.
All’ordine del giorno anche la Cassa depositi e prestiti: Guzzetti ha detto che «non serve un’altra banca» e ha insistito sulla necessità di riprendere in mano «un soggetto per gli investimenti». Per questo occorre sedersi a un tavolo con il partner Tesoro: e su questo Pinza ha garantito la disponibilità del governo.