«Fondi comuni nel mirino del Professore»

Della Vedova (Riformatori liberali): solo così è possibile reperire i 2,5 miliardi per il taglio del cuneo fiscale

da Milano

«Prodi dice che non tasserà i Bot? Allora ci dica da dove intende prendere i 2,5 miliardi per tagliare il cuneo fiscale: sospetto che stia pensando ai fondi comuni di investimento. Cioè l’ultimo rifugio del piccolo risparmiatore italiano, spaventato dai bond-truffa». Così Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali, commenta le ultime dichiarazioni del candidato dell’Unione. E disegna uno scenario tutt’altro che rassicurante
Gli investitori italiani hanno paura, secondo lei?
«Certo, l’allarme c’è. Non dimentichiamoci che il risparmio altro non è se non una parte del reddito, e in quanto tale è già stato tassato in precedenza. È vero poi che la tassazione italiana sul risparmio è più favorevole che in altri Paesi: ma è la stessa Costituzione, continuamente richiamata, che prevede "incoraggiamento e tutela" del risparmio in tutte le sue forme. Su questa realtà, Prodi è intervenuto in modo improvvido e maldestro».
Con quale risultato?
«Già l’obiettivo, cioè il taglio del cuneo fiscale, mi sembra un provvedimento discutibile. In più, Prodi non ha annunciato con gradualità una riforma del risparmio ma ha dichiarato di voler trovare 2,5 miliardi in 100 giorni attraverso una armonizzazione delle aliquote sulle rendite. Ovviamente, risparmiatori e mercati si sono allarmati e chi può deposita sui conti esteri».
E i piccoli risparmiatori?
«Incrociano le dita e sperano nella vittoria della Casa delle libertà. Inutile che Prodi insista sulla riduzione delle aliquote sui depositi bancari: si sa benissimo che nessuno tiene lì i suoi risparmi, perché non rendono più niente. E quando dice che il 20% riguarderà solo i Bot di nuova emissione, a parte che si tratta comunque di una tassa quasi doppia rispetto all’attuale, non è credibile. Infatti, se anche fosse così, bisognerebbe aspettare almeno un anno per incassarne i frutti: non può farcela in 100 giorni».
Ieri Prodi ha dichiarato che tasserà solo le grandi plusvalenze.
«Se pensa ai famosi "furbetti del quartierino" (ma lui non nomina mai Consorte) sono ormai cosa passata, e quei soldi saranno probabilmente in Lussemburgo, o alle Cayman. Oltretutto, si discute, anche nell’Unione, di detassare le plusvalenze per favorire le fusioni: ma chi distinguerà poi le plusvalenze "buone" da quelle "cattive"?»
E il recupero dell’evasione fiscale, citato da Fassino?
«Anche qui, come può farcela in cento giorni? Senza dimenticare che ci sono già delle buone leggi antievasione firmate dalla Casa della libertà. No, o Prodi ammette che ha scherzato o deve dirci dove pensa davvero di trovare quei soldi»
Perché lei pensa ai fondi comuni di investimento?
«Perché raccolgono 600mila miliardi, cioè oltre la metà dell’intero risparmio gestito. La mia è una provocazione: ma basterebbe una semplice una tantum per colpire uno degli investimenti più popolari, preferito proprio dai risparmiatori più prudenti e oculati»