Fondi europei, inchiesta interna alla commissione di controllo

È il solito Gianburrasca e anche ieri si è distinto, andando da solo contro tutto e tutti. Il «bastian contrario» è Gianni Plinio, consigliere regionale del Popolo della Libertà, che ha preso le distanze dall’ufficio di presidenza del consiglio regionale sulla decisione di affidare alla commissione VII Verifica e controllo il compito di fare chiarezza sulle indagini del giro di tangenti sui fondi dell’Unione europea condotta dalla procura di Genova che vede coinvolti anche i consiglieri regionali Vito Vattuone (Pd) e Nicola Abbundo (Pdl). Ieri, all’ora di pranzo, i capigruppo si sono riuniti con i presidenti di commissione scegliendo la commissione permanente piuttosto che una speciale sulla quale, invece, puntava l’esponente del centrodestra.
Ieri mattina c’era già stato uno scambio di battute a distanza tra Plinio e il presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti. Il primo insisteva sulla necessità di un nuovo gruppo di lavoro per fare luce sulla vicenda l’altro gli rispondeva «ufficialmente» convocando una conferenza stampa per chiarire la sua posizione: «È ovvio che stia lavorando per fare chiarezza nel più breve tempo possibile - ha spiegato Ronzitti -. Penso che il modo migliore per accertare la correttezza delle procedure sui progetti da finanziare con i fondi europei sia affidare il compito alla commissione “Verifica e controllo”». La VII commissione, composta da 20 consiglieri, è guidata da Alessio Saso, tra l’altro collega di gruppo di Plinio, che condivide il pensiero del presidente del consiglio regionale: «Siamo pronti ad avviare i lavori per approfondire tutto quanto di nostra competenza- ha sostenuto Saso -. Della commissione fanno parte anche Vattuone e Abbundo: il consigliere Pd ha già fatto sapere che per correttezza non parteciperà ai lavori e la stessa cosa farà sicuramente Abbundo: è una prassi». Poi la decisione dell’ufficio di presidenza: «Indaghi la commissione di controllo». Scelta dalla quale Plinio prende le distanze nonostante Ronzitti abbia sottolineato come l’esponente della minoranza non si sia mosso con proposte ufficiali: «Se intendeva formalizzare una richiesta poteva presentare un provvedimento al consiglio regionale, oppure raccogliere il 40 per cento delle firme dei consiglieri. Ha presentato solo un’interpellanza». «Si tratta di una scelta troppo timida, riduttiva e inutile - ribatte Plinio -. Su una questione seria e delicata come quella dei fondi europei sarebbe stato più opportuno evitare mezze misure e dare vita ad un organismo in grado di dare maggiori garanzie come la Commissione di inchiesta prevista da regolamento».