Fondi per l’Expo Comune: «Per averli pronti a saltare il Capodanno»

Expo è a rischio: mancano 2,3 miliardi di euro per finanziare le 17 opere infrastrutturali necessarie. Una lotta contro il tempo: mancano solo 15 giorni alla fine dell’anno e «senza quei soldi non si può partire». Certo è che quei fondi che mancano non sono solo per Milano, ma per tutto il Paese: l’Expo è un evento di portata nazionale. «In un momento di crisi in cui c’è bisogno di creare posti di lavoro - ricorda la Moratti - l’Expo è un progetto che ne crea 70mila. Si tratta di un progetto nazionale e non solo per Milano. Un progetto che avrà ricadute turistiche elevate ed importanti per tutte le regioni e le città». Secondo la camera di Commercio, ricorda il sindaco «l’Expo avrà un fatturato incrementale rispetto al Pil di 44 miliardi di euro». Per questo, dice, «in un momento di crisi non credo ci siano altri progetti della stessa portata».
Nonostante il futuro appaia piuttosto cupo la Moratti si definisce fiduciosa e pronta a rinunciare anche al Capodanno qualora la convocassero il 31 notte. Infatti, a chi chiedeva cosa succederà se i fondi non arrivassero, ha risposto: «Noi pensiamo in positivo e facciamo in modo che arrivino. Sarò al Cipe del 18 mattina a Roma, ma sono disponibile anche il 31 dicembre a mezzanotte se si tratta di portare soldi a casa e creare lavoro. Troveremo quei soldi».
Non perde l’occasione per attaccare Palazzo Marino, il giorno dell’annuncio della sua candidatura alle Provinciali del 2009, il presidente Filippo Penati: «Oggi assistiamo a uno scontro tra il Comune e il governo e l’Expo pare essere il terreno e l’occasione per una resa dei conti all’interno del centrodestra - ha detto al teatro Strehler - noi continuiamo a lavorare perché l’Expo sia una opportunità per tutti i milanesi e non solo il momento per avviare qualche cantiere e dare lavoro ai soliti architetti e alle solite poche imprese di costruzione».
Intanto il presidente della Regione ha convocato per oggi la seconda seduta del Tavolo Lombardia Expo 2015.