Fondi per il latino, promossa l’idea di An

(...) «I beneficiari dei contributi regionali sono scuole e istituti pubblici e privati, circoli e associazioni culturali, enti di formazione che istituiscano al proprio interno i corsi di lingua e civiltà latina» recita l’articolo 4 («caput IV, de beneficiariis» nella versione originale) della proposta di legge regionale di Gianni Plinio, che dopo la maturità classica si è laureato in medicina. Un’idea verso la quale si dice «aperto al confronto» Michele Boffa, ex docente di matematica e ora consigliere dell’Ulivo e presidente della commissione Cultura: «Non ho ancora visto il testo, ma mi sembra una proposta seria. Verrà discussa dalla commissione che presiedo, non la giudico una priorità assoluta. Ma ripeto, è una cosa sensata». Che risveglia inevitabilmente qualche ricordo giovanile. «Ho smesso di studiare latino a 20 anni, ma anche oggi (ne sono passati 36) sarei in grado di tradurre le versioni di Seneca - continua il consigliere dell’Ulivo-. Faccio fatica a imparare le lingue straniere, sentire in tv o leggere qualche bella citazione in latino, lo confesso, mi tira su il morale».
Ne è convinto anche Plinio. «Il latino è il più alto e complesso simbolo dell’identità culturale e religiosa italiana ed europea - racconta il capogruppo di An-. Stiamo assistendo a un revival di questa lingua: oggi si parla latino in internet, nelle università americane e anche in quelle cinesi. Il Papa stesso è intervenuto di recente sulla possibilità di celebrare la messa in latino». Studiare il latino, poi, «aiuta a parlare e ragionare meglio e può essere un modo per riscoprire il patrimonio umanistico, linguistico e culturale del nostro Paese».
Una premessa condivisa da un'altra esponente del centrosinistra, Roberta Gasco dell’Udeur. «Quella di Plinio, posso dire a titolo personale, mi sembra una proposta sensata che mi trova sostanzialmente d'accordo - spiega il consigliere regionale-. Il tema della riscoperta delle nostre origini e delle nostre radici è importante. Condivo tutto quello che va in questa direzione». Quanto al richiamo al Papa e alla religione, la Gasco aggiunge: «Il problema più attuale è che molti giovani si sono allontanati dalla Chiesa, non è certo imparando il latino che si possono riavvicinare».
Ma quali possibilità ha la proposta di An di essere approvata? «Plinio l’ha presenta adesso, la cosa più probabile è che arrivi in commissione Cultura a settembre e che venga discussa in autunno - riprende Boffa dell’Ulivo-. Le possibilità di successo? Lo ripeto, guardando alla Liguria penso che gli incentivi economici per promuovere lo studio del latino non siano una priorità. Anche se non si tratta di una proposta strampalata come quelle che a volte ci capita di discutere in commissione».
E proprio sulla discussione in aula del testo, Plinio getta ironicamente il guanto di sfida ai latinisti dell’Unione: «Ho scritto la proposta di legge in latino, allegando la traduzione in italiano - conclude sorridendo il capogruppo di An- Mi chiedono in che lingua debba avvenire il dibattito...».