«Fondi per Pedemontana, non basta la parola»

Maria Sorbi

La promessa di finanziare la Pedemontana c’è. A parole. Ora va messa nero su bianco. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, torna a incalzare il Governo e invita il ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, a mettere per iscritto gli accordi presi lunedì scorso: il finanziamento per l’autostrada a Nord di Milano, l’adeguamento della viabilità in Valtellina, la Cinisello-Monza e il trasferimento dei poteri di ente concedente a Regione Lombardia per la realizzazione delle grandi opere regionali. Fino a quando non vedrà gli accordi trasformarsi in emendamenti alla Finanziaria, Formigoni dice di «non poter gioire» ma di proseguire con un’azione di «pressing straordinario» nei confronti del Governo. La partita sarà quindi giocata fino in fondo con un attacco serrato per evitare sorprese o dimenticanze spiacevoli nella manovra economica dello Stato. Se dovesse essere approvato il finanziamento di cui ha parlato Di Pietro, allora la Lombardia potrebbe avere la Pedemontana già tra otto anni, lavori compresi. E potrebbe smarcarsi definitivamente dalle critiche degli scettici che vedono nell’autostrada regionale una sorta di «ponte di Messina» mai realizzato.
«Finché gli impegni in euro - spiega il governatore - non sono inseriti nella Finanziaria, evidentemente non esistono. E se venisse approvata così com’è, la manovra sarebbe un disastro». Non sembra essere un problema, secondo Formigoni, lo scontro fra Di Pietro e il guardasigilli Clemente Mastella dopo l’astensione dei senatori di Italia dei valori durante il voto a un emendamento sulla riforma della Giustizia. L’episodio non dovrebbe avere ritorsioni sugli emendamenti che riguardano la Lombardia, e che Di Pietro si è impegnato a promuovere, ma viene semplicemente letto da Formigoni come «una dimostrazione di debolezza, ogni giorno di più, di una maggioranza che finora ha varato provvedimenti contro l’intero Paese e una Finanziaria punitiva».
Intanto si fa un altro passo avanti sulla questione Tem, la tangenziale est esterna di Milano che collegherà l’autostrada del Sole con la Bergamo-Brescia. Ieri si è insediato il comitato incaricato di preparare l’accordo di programma. «È un grande passo - commenta Formigoni - perché tutte le istituzioni si siedono attorno a un tavolo e firmano l’accordo per questa grande opera che permetterà di alleggerire di molto il traffico nella zona sud est di Milano. È un tratto di autostrada che costerà 1,7 miliardi di euro e che prevediamo di realizzare senza alcun contributo statale. Ma sia chiaro che per poterlo fare abbiamo bisogno che lo Stato ci dia i poteri di ente concedente».
Soddisfatto per l’avvio dei lavori e per il clima di collaborazione anche l'assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, che si augura di arrivare alla firma dell'accordo già per la fine dell’anno. «Procediamo senza premura - spiega - ma senza perdere un minuto. Anche se il progetto preliminare della Tem è già stato approvato dal Cipe, c’è ancora lo spazio per apportare le modifiche necessarie». I prossimi incontri del comitato sono stati fissati per il 23 novembre e per il 19 dicembre.