Fondo: anche la staffetta donne è di legno

Per la quinta volta l'Italia resta ai piedi del podio. All'ultimo cambio la Rupil lancia la Valbusa attaccata alla norvegese per l'oro. Ma da dietro la rimonta di Germania e Finlandia è micidiale

La medaglia si scolorisce con la pioggia e per la quinta volta è di legno. È un podio mancato, un sogno sfiorito, quello delle signore della staffetta: Follis in prima frazione, Valbusa in quarta. In mezzo due strepitose Longa e Rupil. Nulla da fare, però, contro la norvegese Bjorgen che agguanta il terzo oro in questi giochi. Argento alla Germania, bronzo alla Finlandia. Arianna dà il via alle danze a tecnica classica e consegna con un ritardo di 11 secondi il testimone alla Longa che parte col turbo alternandosi con la polacca Kowalczyck alla testa della corsa. Al cambio la valtellinese paga solo 2"4 e consegna a Silvia Rupil la possibilità di realizzare un sogno. Lei, prima frazionista impegnata nello skating si attacca alle code della Steira. Tocca alla Valbusa. A lei il segmento più difficile. Non è una sprinter. Mentre la Bjorgen vola, lei è seconda, ma dietro un terzetto di inseguitrici. Lei va, di cuore e di fiato. Lepre solitaria. La Saarinen la aggancia e la supera. Così fanno Germania e Finlandia. Loro sul podio, a Valbusa e all'Italia l'amarezza del posto più duro, a 15 secondi da un podio per un'altra medaglia di legno che per una volta vale davvero un podio ed un sorriso.