Il fondo azzurro da record, otto medaglie europee in cinque giorni

L'ultima in ordine di tempo, il bronzo della Grimaldi nella 25 km: le Fiamme Oro volevano scartarla a causa di un tatuaggio. Il bilancio finale sul lago Balaton è di due ori, 4 argenti e 2 tre posti

Ora i bagnanti potranno riappropriarsi dello spazio d'acqua dinanzi al porticciolo del Lago Balaton, dopo che la squadra azzurra di nuoto in acque libere ha trasformato la sede degli Europei in Casa Italia: 8 medaglie in cinque giorni, record assoluto (precedente Dubrovnik, 3-1-2).
L'ultimo podio è di Martina Grimaldi, che tocca con lo stesso tempo arrotondato al decimo di secondo della spagnola Margarita Dominguez, ma è premiata dal fotofinish. In un sospiro anche il tocco per l'oro, con l'ucraina di origini israeliane Olga Beresnyeva che batte per un decimo la tedesca Angela Maurer. Lontane dal podio le altre due italiane in gara: nona Camilla Frediani e 13/ma Federica Vitale.
Il bronzo della 25 chilometri femminile segue l'oro nella 25 chilometri e l'argento nella 10 chilometri - gara d'apertura della trentesima edizione dei campionati continentali delle discipline acquatiche, per la quarta volta a Budapest - conquistati da Valerio Cleri, la storica tripletta nella 5 chilometri a cronometro maschile con Luca Ferretti davanti a Simone Ercoli e Simone Ruffini, l'argento di Giorgia Consiglio nella 10 chilometri e il bronzo di Simone Ercoli, Simone Ruffini e Rachele Bruni nella 5 chilometri a squadre. Un avvio di Europeo esaltante, che ovviamente consente all'Italfondo di vincere la classifica per nazioni dopo aver trionfato già ai Mondiali di Roberval, in Canada.
Per la Grimaldi, atleta dell'Uisp bolognese, si tratta di una conferma importante dopo la squalifica alla gara iridata di Roberval - per essersi appoggiata al momento del rifornimento - e il nono posto nella dieci chilometri. «L'entusiasmo del gruppo mi ha contagiato e trasmesso fiducia dopo le ultime prestazioni - racconta l'azzurra, oro nella 10 km. nei recenti Mondiali in Canada -. La gara è stata molto dura, soprattutto nell'ultimo giro, quando Beresnyeva e Maurer hanno cominciato a strappare. In precedenza avevano provato ad allungare la francese Celia Barrot e l'olandese Linsy Heister, però mi sentivo meglio di loro e non ho avuto problemi a ricucire.
Invece negli ultimi 500 metri ho provato solo a resistere, a restare vicina alla Dominguez. L'arrivo è stato molto concitato. Ho toccato con la testa bassa, senza guardare la mano della spagnola e pregato Dio che fossi terza, almeno ex aequo: arrivare quarta, con un ritardo infinitesimale sarebbe stata una beffa enorme dopo tutta quella fatica».
E il Dio del lago Balaton l'ha ascoltata. Forse anche intenerito dalle urla di incitamento di tutta la squadra italiana che affollava il pontone all'arrivo: ex aequo nel tempo arrotondato al decimo di secondo, terza al fotofinish. I minuti dopo l'arrivo, che hanno portato all'ufficialità del risultato, sembravano interminabili. «C'era chi mi diceva che avevo toccato prima, chi un attimo dopo - dice la Grimaldi -. Sul tabellone lampeggiava l'ex aequo, ma abbiamo dovuto aspettare il foto-finish per esultare. Sono molto contenta, ed ora desidero ringraziare le Fiamme Oro Napoli e in particolare il responsabile tecnico della squadra di fondo, Peppe D'Angelo: senza le sue assicurazioni non farei parte del gruppo sportivo. Infatti alle visite mediche mi avevano scartato per il tatuaggio a cinque cerchi sul dorso del piede destro che ho dai Giochi di Pechino (arrivò decima, ndr)».