«Un fondo permanente per le famiglie colpite»

Il «Giornale</B>» raccoglie la proposta di Guido Podestà (Fi): da oggi è possibile donare il proprio contributo agli sfollati

«È arrivato il momento di rinnovare l’impegno a favore delle tante famiglie coinvolte nel crollo di via Lomellina, magari con una nuova raccolta di contributi volontari». Guido Podestà, europarlamentare milanese di Forza Italia, aveva lanciato la proposta dalle colonne del Giornale domenica scorsa, a pochi giorni dal primo anniversario della tragedia. Appello raccolto proprio dal nostro quotidiano, che da oggi vara una sottoscrizione per aiutare le vittime del grave incidente, i cui estremi sono pubblicati di fianco.

Onorevole Podestà, come mai una nuova raccolta fondi a un anno dal crollo di via Lomellina?

«Perché è evidente che a distanza di tempo da quei tragici fatti non sono stati risolti tutti i problemi relativi alla ricostruzione. Ma non solo: le persone coinvolte si trovano ancora a far fronte a spese straordinarie per tornare a una vita il più possibile “normale”. Oltre 80 nuclei familiari non meritano di essere lasciati soli proprio adesso. Bisogna ricostruire attorno a loro una dimensione sociale oltreché abitativa. Scongiurare, insomma, il rischio dell’abbandono».

Crede quindi che le istituzioni non abbiano fatto abbastanza?

«Non voglio dire questo, d’altronde i numeri forniti dall’amministrazione milanese dimostrano il contrario, e cioè che ha fatto la sua parte. Esiste pure un conto corrente messo a disposizione dal Comitato di solidarietà del quartiere. Ad ogni modo, non è mai troppo quando si parla di solidarietà. Al fianco del fondo istituzionale (chiuso a maggio, ndr) occorre mettere in piedi una rete di sostegno permanente. Per questo la disponibilità del Giornale, grazie all’impegno del direttore Maurizio Belpietro, è fondamentale. La gente ha bisogno di risposte in tempo reale, non accetta di sottostare alle lungaggini della burocrazia. Penso, ad esempio, ai tanti anziani in difficoltà».

Secondo lei, la città è pronta a farsi carico di simili emergenze?

«Sono certo che i milanesi sapranno rispondere con la generosità che da sempre li contraddistingue. Mi riferisco alla Milano “con il cuore in mano” che abbiamo imparato a conoscere in altre circostanze analoghe. E i lettori del Giornale, sono sicuro, costituiscono un pubblico particolarmente sensibile alle questioni umanitarie, come quella tuttora aperta in via Lomellina. In casi del genere, si sa, ci vorrebbe davvero poco se in tanti dessero il loro contributo, anche simbolico. Io per primo garantisco il mio appoggio».

Una partecipazione massiccia da parte della cittadinanza potrebbe smuovere in qualche modo gli enti preposti ai risarcimenti?

«Sarebbe un segnale importante. È vero, però, che l’esito dell’iter giudiziario complica notevolmente la faccenda. Un motivo in più per non dimenticarsi di chi, quella sera, ha perso un parente, la casa, il lavoro. Tutto».