Fondo-show, triplete azzurro E la Consiglio è d’argento

Il nuoto di fondo sembra la scherma, i campionati europei sono iniziati con il dominio italiano nel medagliere. Ieri tripletta nella 5 chilometri, dopo l'argento di Valerio Cleri nella 10. Seconda la genovese Giorgia Consiglio, 20 anni, nella 10, dietro all'olandese Linsy Heister: Alice Franco ottava, Martina Grimaldi nona.
La mattina Luca Ferretti si è imposto in 58’43”4, davanti al fiorentino Simone Ercoli per 17”, altri 15” al marchigiano Simone Ruffini, bronzo a pari merito con il greco Spyridon Gianniotis, il favorito.
Ferretti, a 25 anni è alla prima medaglia individuale. Avete fatto tripletta, come Mei, Cova e Antibo nei 10mila a Stoccarda, nell'86.
«È una sensazione fantastica, anche per i compagni. Ercoli ha 31 anni, è il veterano, molto timido, anche più di me. Per lui il lago Balaton è magico, 4 anni fa arrivò terzo».
E Ruffini, appena ventenne?
«È il più pazzo di tutti. Mi prende in giro: “Campione”. “Guarda che campione italiano sei te”, replicavo. “Beh, almeno per un anno sei campione d'Europa”, mi ha detto sul podio».
Dediche?
«Al nuoto Livorno, al mio tecnico, Stefano Franceschi, che mi segue da quando ero bambino, e alla Marina Militare».
Ma se le passa uno stipendio di appena 900 euro...
«L'anno prossimo diventeranno 1200, nessuna fretta. Non dimentico la mia famiglia, davanti alla tv».
La diretta Rai non c'era...
«Mi bastano le interviste in differita».
Ai mondiali in Canada arrivò quinto nella 10 km e ottavo nella 5.
«L'esperienza mi è servita, non ho ripetuto gli errori tattici del passato. Nel lago Balaton l'acqua è calda, mentre nel Quebec il mese scorso faceva 18 gradi e si partiva tutti insieme».
In Ungheria è stata come una cronometro di ciclismo?
«Esatto. In allenamento ho sempre messo cuore e anima, in gara finalmente il 100%».
In piscina si corrono i 1500, i 5 km là calamiterebbero maggiore attenzione.
«Preferisco le acque libere, sempre. Laghi e mare hanno molte più incognite, lo spettacolo sono braccia e teste che svolazzano, quando il via è in contemporanea».
Allora perché non mettere anche i 1500 al largo?
«Si disputano già, ma poi per Europei e Mondiali si rientra in corsia, dove si pianifica tutto. Fuori incidono correnti, onde, il numero di avversari è superiore, qui eravamo in 34. Il fondo è uno sport molto di situazione, in gruppo si rimane imbottigliati».
Montano e Baldini nella scherma, Lucarelli nel calcio e Fabrizio Mori sono gli sportivi livornesi più noti.
«Adesso mi sento un campione come loro, almeno per mentalità».