Fonsai cerca spazio nella nuova Unicredit

Il numero uno Marchionni: "Spero di ampliare l’accordo in corso con Capitalia. Anticiperemo gli obiettivi del 2008". Piazza Affari spinge il titolo che guadagna lo 0,7%. Il ruolo di
Ligresti e il possibile nodo dell’Antitrust sull’asse
Mediobanca-Generali. "Soddisfatto dell’asse con il Banco Popolare e Bipiemme"

Milano - FonSai conta di appoggiarsi a Unicredit-Capitalia per aumentare il proprio peso nella bancassurance in Italia. Al momento poco più di un auspicio che l’amministratore delegato Fausto Marchionni ha abbinato ieri a un’ulteriore rassicurazione sulla solidità della compagnia assicurativa anche rispetto ai 630 milioni di utili previsti per il 2008.

«Sono convinto che anticiperemo i piani sia dal punto di vista della redditività sia dell’espansione», ha confermato il topmanager ospite al Meeting di Rimini. Stime, a dire il vero, che alcuni analisti considerano già incluse nel valore del titolo in Piazza Affari (più 0,7% in chiusura). Dove per contro hanno assunto un significato «strategico» le speranze di Marchionni di ottenere un maggiore spazio in seno alla grande Unicredit di Alessandro Profumo: dal giugno 2006 FonSai è legata a Capitalia da un accordo per il ramo Danni imperniato su Fineco Assicurazioni.

«Compatibilmente con il processo di fusione» tra Milano e Roma, FonSai «vuole ampliare» l’attuale accordo di bancassurance con Capitalia, ha chiarito Marchionni, aggiungendo che finora non ci sono stati problemi con il matrimonio. Una volta nata la superbanca, la compagnia della famiglia Ligresti si troverà tuttavia a «convivere», oltre che con la francese Cnp (legata a Capitalia da una joint venture per il Vita) anche con Ras e Aviva, i due alleati assicurativi storici di Unicredit. Una situazione «dialettica» che finora Profumo ha saputo interpretare, anche dal punto di vista delle commissioni, a tutto vantaggio della banca. Al punto da indurre la scorsa primavera la tedesca Allianz a tradire una larvata freddezza verso la situazione italiana, poi ricomposta dell’allora vertice della controllata Ras. Senza contare il caso della Polonia dove Piazza Cordusio si è legata a Ergo, la controllata del gruppo Munich Re: uno dei grandi azionisti del super-Unicredit con il 3,7 per cento.

La quota conferisce al gruppo tedesco una forza d’urto paragonabile a quello del terzetto della grandi fondazioni azioniste: da Crt (anch’essa al 3,7%) a Cariverona (3,9%) fino al 3,3% in mano a Carimonte, mentre FonSai sfilerà più sotto con lo 0,8 per cento.
Oltre ai rapporti di forza azionaria, la futura fotografia bancassicurativa di Unicredit dovrà, tuttavia, probabilmente anche tenere conto della presenza di Salvatore Ligresti nel consiglio di amministrazione della superbanca.
Anche se questo intreccio rischia di complicarsi davanti ai problemi sollevati dall’Antitrust sulla catena che collega Mediobanca a Generali, di cui peraltro Ligresti è azionista.

Più in generale, dopo i generosi multipli riconosciuti da Axa per entrare in Mps Vita, i piani di FonSai confermano la centralità della rete nel mercato bancassicurativo. A questo proposito Marchionni si è detto «molto soddisfatto» dell’investimento fatto nel Banco Popolare così come dell’accordo in corso con Bpm che «sta andando bene». Per il resto la compagnia, che ha trattative aperte in Est Europa e guarda alla Spagna, aveva previsto un prestito obbligazionario da 750 milioni ma finora «non è stato attivato perché non c’è stata la necessità», ha chiosato Marchionni.