Fonsai non vuole mollare né Impregilo né il «Corriere»

L’«orgoglio» Fonsai alla ribalta. Nella prima uscita pubblica autunnale il vicepresidente della compagnia assicurativa, Massimo Pini, braccio destro ha ribadito che non c’è nessuna intenzione di tirare i remi in barca dopo la ristrutturazione del debito: né sul fronte Impregilo né su quello Rcs Media Group.
«Non vogliamo vendere la nostra partecipazione in Impregilo, lo dico chiaro e tondo», ha dichiarato Pini. Fonsai detiene il 33,3% di Igli, azionista di maggioranza con il 29,8% della società di engineering che a fine ottobre dovrà rinegoziare con Unicredit e Mediobanca un finanziamento da 220 milioni di euro. «Se Igli dovesse fare un aumento di capitale, noi ce la facciamo visto che si parla di un ordine di grandezza di 20 milioni per socio», ha aggiunto smentendo i rumor circa un eventuale disimpegno.
Il top manager si è levato qualche sassolino dalla scarpa anche in merito alle «attenzioni» particolari di Diego Della Valle per Rcs. «Dice che vuole comprare, vuole vendere, ma ha firmato un patto e quindi si è impegnato fino alla scadenza», ha sottolineato Pini aggiungendo che «tutti i soci sono molto perplessi» e ricordando che nell’ultima riunione di luglio «c’è stato un battibecco di quasi un’ora» tra Mister Tod’s e il presidente del patto Gianpiero Pesenti. Il riferimento, ovviamente, non è solo all’ambizione di Della Valle a salire oltre ’odierno 5,49% (bloccata sia dalla prelazione pro-quota degli altri aderenti che dalla scadenza del patto nel 2014), ma anche al tentativo non riuscito di entrare nel cda Mediobanca «a spese» del presidente Fonsai, Jonella Ligresti.
Sul versate finanziario, dopo il profit warning di inizio ottobre causato dalla crisi dei mercati, il vicepresidente di Fonsai ha ribadito che «è intenzione riportare il margine di solvibilità al 120% dal 115 attuale». Il dossier cessioni finora comprende le «trattative in corso» per la controllata serba Ddor. Ieri a Piazza Affari Fonsai è rimasta sostanzialmente invariata (-0,19%).