Fonsai verso Parigi, per Intesa ipotesi Unipol

La famiglia Ligresti punta a diventare il partner dell’istituto francese nella Penisola

da Milano

Fausto Marchionni guida Fondiaria-Sai verso i «domini» italiani del Crédit Agricole ma nella lotteria bancassicurativa indetta dall’Antitrust su Intesa Sanpaolo ad aver il biglietto fortunato potrebbero essere Unipol o Cattolica. Al momento si tratta di poco più che un ragionamento, argomentato però da un banchiere d’affari che ben conosce i signori delle polizze italiane. Deduzioni non distanti da quelle che emergono sfogliando gli studi periodici confezionati dall’Ania, l’associazione di Categoria presieduta da Fabio Cerchiai.
La premessa è il verdetto con cui l’Antitrust ha subordinato le avvenute nozze tra Intesa e Sanpaolo all’apertura di una parte della rete a un alleato per l’assicurazione Vita alternativo a Eurizon e Generali, visto che il primo è il polo in cui Piazza San Carlo ha concentrato tutte le proprie attività finanziarie e che il Leone è legato a Ca’ de Sass sia da incroci azionari sia dalla joint venture Intesa Vita.
La decisione è nelle mani dell’amministratore delegato Corrado Passera ma le alternative sul tavolo non sembrano numerose. Tra gli stranieri potenzialmente interessati ad avvicinarsi al nuovo campione del credito nazionale si contano infatti compagnie che sono agguerrite concorrenti in Europa di Generali. Difficile quindi che il Leone accetti di buon grado di ospitarle in casa «propria», senza contare i legami con le altre banche. A partire da Allianz-Ras che è già stretta a Unicredit così come Aviva che lavora però anche con Bpu o come Cnp che ha gettato un ponte verso Capitalia.
Una ragnatela da cui non è facile districarsi anche sul fronte italiano. Dove, tralasciando il mondo delle Popolari, spicca Fondiaria-Sai della famiglia Ligresti che ha però più volte tentato di sedere nel board delle Generali di cui è grande azionista. Un legame, quest’ultimo, che difficilmente passerebbe inosservato all’Authority. Da qui la sensazione che ad avere qualche carta in più potrebbe essere Carlo Salvatori con Unipol. Soprattutto se Cattolica, già in partenza di dimensioni inferiori, una volta potenziata l’alleanza azionaria con gli spagnoli di Mapfre confermerà il progetto di crescere nei Danni. Probabilmente puntando su Nuova Tirrena, l’altra pedina che Generali sarà costretta a rimettere sulla scacchiera in seguito all’Opa su Toro a meno che non vinca il ricorso contro l’Antitrust.
La vicenda Intesa ha provocato qualche malumore a Trieste ma nel mosaico si inserisce il tassello «francese» posto ieri da FonSai estendendo per almeno un anno gli accordi con Cariparma imperniati sulla joint venture Po Vita (665 milioni la raccolta nel 2005). Stando ai toni ufficiali nei prossimi sei mesi Marchionni e Parigi valuteranno «la possibilità di ampliare tempi e perimetro della collaborazione». L’epilogo potrebbe essere, tuttavia, trasformare Fondiaria Sai nell’«assicuratore di fiducia» della Banque verte in Italia. Firmando un’intesa anche per il Danni e che elegga a base distributiva non la sola Cariparma ma anche Friuladria e gli altri 193 sportelli concessi da Intesa come contropartita al via libera di René Carron alla fusione con Sanpaolo.