La fontana di De Chirico si rifà volto e (meta)fisico

Annunciato il restauro dell’installazione realizzata nel ’73 a Parco Sempione. E da allora andata a pezzi

Il conto alla rovescia è cominciato. L’opera «I Bagni Misteriosi» di Giorgio De Chirico troverà la pace di un doveroso restauro e la data di inizio dei lavori è prevista tra meno di tre settimane: il prossimo 22 aprile.
La composizione ispirata a Volos, città natale dell'artista e dove da bambino era solito «andare ai bagni» (e che riprende il soggetto di un suo celebre dipinto del 1935), fu realizzata da De Chirico in fretta e furia per la mostra «Contatto Arte/Città» inaugurata a Milano in una mattinata funestata dalla pioggia del 1973. Da installazione estemporanea «I Bagni Misteriosi» - lungi dalle intenzioni dell'autore - si sono trasformati in una scultura fissa e da qui in prediletto spazio giochi per milanesi grandi e piccini (tanto che il braccio di uno dei due nuotatori si ruppe) e, di seguito, in frequentata fontana nel parco Sempione.
In anni più recenti le cronache narrano di atti vandalici contro le figure della composizione, in particolare i nuotatori, tanto che nel 1997 gli originali scultorei vennero spostati in Triennale, seppur privi di una degna collocazione. Non solo: se i nuotatori, il cigno, la palla e la cabina esistono ancora, della scultura che rappresentava due soli raggianti (uno chiaro e uno scuro) non si sa più nulla mentre la scultura con il pesce è stata recentemente scovata sul mercato antiquario francese da Nikolaos Velissiotis, direttore dell'Istituto Giorgio De Chirico di Volos, e da lui prontamente acquistata per essere assemblata con gli altri elementi originali della composizione: a oggi, è l'unico elemento dei «Bagni Misteriosi» ad aver conservato la colorazione originale rossa, gialla e azzurra dipinta da De Chirico il giorno stesso dell'inaugurazione.
Ora siamo alla svolta: il restauro dell'opera è in procinto di iniziare e la lieta novella è stata data a Ferrara durante «Restauro 2008. Salone dell'arte, del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali» che si chiude oggi nel padiglione fieristico della città estense.
Dopo una serie di pastoie burocratiche, è ora l'Ufficio mostre del Comune di Milano, con il finanziamento di Mapei per circa 70mila euro, a promuovere l'intervento affidato al restauratore Gianfranco Mingardi. «L'opera è fatta di cemento armato e morbida pietra di Vicenza, ma la pellicola di colore non è stata trattata da alcuno strato protettivo perché De Chirico non pensava che la sua creazione sarebbe rimasta a lungo all'aperto: per questo quasi subito “I Bagni Misteriosi” si deteriorarono», spiega Mingardi che sarà impegnato nel consolidamento della pigmentazione rimasta e nel trattamento della pietra per proteggerla da agenti atmosferici e dall'inquinamento. Saranno inoltre tolte le tubature d'acqua (inserite quando l'opera fu impropriamente trasformata in fontana), eliminati gli stucchi, rinsaldate le diverse parti della composizione: «In questi giorni si stanno preparando intorno ai “Bagni Misteriosi” ponteggi e tendoni per costruire il cantiere di restauro», spiega Mingardi.
I milanesi non dovranno temere di venirne esclusi: Nikolaos Velissiotis ha organizzato una mostra fotografica sui ponteggi del cantiere con l'esposizione di scatti risalenti all'inaugurazione del '73. Quando, in un giorno di pioggia, Giorgio De Chirico, pensando al mare di Grecia, ideò una delle sue ultime, forse più gioiose, creazioni.