Fontana di Trevi, guerra di scope

Tute arancioni, scopa in mano e raccoglitori dell’immondizia. Sono arrivati di prima mattina a Fontana di Trevi i sei spazzini-sentinelle che si occuperanno della pulizia della piazza. E anche, pare, del decoro urbano. Sono Valerio e Claudia di Roma, Roberto di Fondi, il cubano Manuel, il nigeriano Mathern e Mohammed dal Bangladesh. Un nobile intento per 800 euro al mese in busta paga. Ad attenderli, in una studiatissima operazione di marketing, i lavoratori della loro società, che hanno regalato a turisti e romani il primo giorno di pulitura privata.
Il loro raggio d’azione tra le 9 e le 21 sono le strade che circondano la fontana: via Arcione, piazza Trevi, via della Panetteria, via delle Muratte, via del Lavatore e vicolo del Forno.
A presentare l’iniziativa, ieri mattina a piazza Trevi, Mario Schina dell’ufficio Decoro Urbano del Comune di Roma e l’ad di Ali Spa Antonio Lombardi, promotore dell’associazione «Fontana di Trevi» che nascerà a breve. «L’iniziativa - ha spiegato Schina - nasce su richiesta dell’agenzia Ali con l’obiettivo di dare un supporto al decoro urbano della città in un luogo ad intenso traffico pedonale. Non si tratta di una sovrapposizione o contrapposizione con il lavoro che quotidianamente svolgono gli operatori dell’Ama ma di un supporto anche ai nostri uffici». Compito dei 6 operatori, infatti, non solo quello di ripulire l’area ma anche quello di vigilare e chiedere l’intervento delle strutture competenti qualora si individuassero eventuali scritte sui muri, manifesti abusivi, danni al manto stradale. In quanto alle monetine è compito dei vigili. «L’accordo dura un anno - ha annunciato Lombardi. Roma è un museo a cielo aperto. Spero che il sindaco sarà contento di vedere che ci sono cittadini che amano questa città quanto lui».
Come Manuel, Mp3 all’orecchio e trombetta per richiamare all’ordine chi buttava cartacce per terra: «Ho trovato sporco solo nelle stradine della piazza». Prima faceva l’operaio agricolo: «Per me questa è una grande opportunità di lavoro oltretutto in una piazza meravigliosa».
Nella piazza anche gli operatori dell’Ama, a dire il vero assai irritati. Cristina non ha peli sulla lingua: «Che senso ha pulire la piazza come fanno queste sentinelle? È già ben pulita». «Questi servizi - aggiunge un collega - andrebbero fatti dove serve, in periferia». Meno polemici i commercianti. «L’Ama è più attiva da quando si è saputo che arrivavano i sei spazzini sentinelle» dice Francesco, titolare di un negozio di abbigliamento. Infine per il presidente della commissione trasparenza del I municipio, Fabrizio Sequi (Forza Italia), «gli operatori dell’Ama già lavoravano egregiamente, Roma è talmente grande e non è il caso di litigare per l’immondizia».