Fontana di Trevi, si cambia: luci e telecamere

Virginia Polizzi

Quasi un’ora a porte chiuse per cercare di fare il punto sulla spinosa situazione che sta creando negli ultimi tempi una vera e propria «ribellione di piazza». La piazza in questione è Fontana di Trevi. I ribelli sono i commercianti e i residenti della zona, stanchi di assistere impotenti al suo degrado. Dopo le lamentele degli ultimi giorni, ieri finalmente in Campidoglio le istituzioni si sono messe intorno al tavolo. Presenti il sindaco Veltroni, l’assessore al commercio, Gaetano Rizzo, il presidente del I municipio, Giuseppe Lobefaro e il comandante del primo gruppo dei vigili urbani, Angelo Giuliani.
«La riunione si è svolta in un clima sereno e collaborativo - tiene subito a precisare l’assessore Rizzo -. Abbiamo cercato di affrontare tutte le problematiche e ci siamo accordati su alcune iniziative». Sistemi di videosorveglianza della piazza che ospita la fontana del Bernini e dei vicoli adiacenti, maggiore illuminazione e pulizia delle strade, pedonalizzazione delle vie intorno alla piazza e rifacimento del manto stradale di sampietrini. Queste le promesse fatte dalle istituzioni. Ma andiamo con ordine: le principali questioni emerse di fatto sono due. La prima riguarda la sicurezza e l’abusivismo commerciale. Il sindaco ha parlato di una rete di telecamere e di un potenziamento dell’illuminazione. Il comandante Giuliani, da parte sua, si è impegnato a garantire maggiori controlli della polizia municipale.
Ma già sembra che questi provvedimenti non bastino. Lo stesso Lobefaro dichiara che gli uomini a disposizione sono pochi. Settecento per tutto il I municipio. Risultato: a presidiare l’intera piazza di Fontana di Trevi, ci sono solo due vigili. «Il nostro compito è quello di garantire la sicurezza, vigilare gli zingari e mandare via i venditori ambulanti - dice uno dei vigili in servizio-. Ma in due non è facile, se interveniamo per risolvere un problema la zona rimane scoperta. Servirebbe un presidio fisso delle forze dell’ordine, magari una pattuglia della polizia o dei carabinieri». Di fatto, due vigili sono già pochi per garantire la sicurezza. Pretendere da loro che contrastino anche il grande problema dell’abusivismo commerciale è veramente troppo. «Funziona così. Se un venditore ambulante si mette per terra con la sua merce, ci avviciniamo e lui scappa - continua il vigile -. Ma noi non possiamo metterci a rincorrerlo. Se no chi rimane a vigilare la piazza?». Quindi, l’abusivo si fa un giro e dopo un po’ si risistema col suo bel lenzuolo colmo di borse e borsettine. Ad ammettere il problema è Lobefaro in persona: «Servirebbe un’operazione congiunta delle forze dell’ordine coordinata dal Prefetto - dice -. Bisognerebbe mettersi a seguire questi venditori ambulanti, schedarli e andare a vedere dove tengono la merce. E soprattutto risalire alle persone che li sfruttano. Perché dietro agli extracomunitari c’è sicuramente un’organizzazione più ampia».
«Questo è un problema serio - tiene a precisare un negoziante di via del Lavatore, dietro la piazza - perché noi paghiamo molto per tenere aperto un esercizio in questa zona. Cercando il guadagno nei tanti turisti che passano per questi vicoli. Ma se poi arriva l’ambulante che si mette a vendere il mio stesso prodotto fuori dal mio negozio, a prezzi stracciati, perché ovviamente non paga tasse e non fa scontrini, chi ci entra nel mio esercizio? Questa è una concorrenza sleale che ci uccide. Il mio negozio è aperto da 100 anni». L’appello che lancia allora il presidente Lobefaro è rivolto a tutti i cittadini e ai turisti: «Evitate di acquistare merce illegale da ambulanti non autorizzati».
Questo per quanto riguarda sicurezza e abusivismo. Ma ieri a quel tavolo rappresentanti e istituzioni hanno dovuto affrontare anche il problema del decoro e della pulizia delle strade. Le risposte date dall’assessore Rizzo prevedono un potenziamento della raccolta dei rifiuti e spazzamento delle strade, in collaborazione con l’Ama. Inoltre, la possibilità di allargare l’attuale isola pedonale fino a via del Lavatore e il rifacimento del manto stradale dei sampietrini. Il problema è reale. «Nell’ultimo anno il turismo nella capitale è aumentato molto - conferma un negoziante della piazza -. Questo ci fa piacere ma bisogna considerare che, per esempio, un 25 per cento di turisti in più vogliono dire anche un aumento del 25 per cento di spazzatura e di sporcizia. E a questo non c’è stata risposta adeguata. Il servizio dell’Ama è rimasto lo stesso e il risultato si vede». Il risultato è immondizia a ogni angolo delle strade. Ma la colpa non è solo dei turisti. Trovare un cestino dove buttare la cartaccia è un’impresa anche per chi volesse essere civile. Altro problema è la mancanza dei bagni pubblici. Il parroco della chiesa Ss. Vincenzo e Anastasio, che affaccia sulla piazza, ha confessato con imbarazzo che spesso sono venuti addirittura in sagrestia a chiedere di un bagno. Alla fine di tutto, comunque, le parti in causa si dicono soddisfatte degli accordi raggiunti. Tra 15 giorni ci sarà una seconda riunione per fare il punto della situazione.