«Le fontane non bastano, vogliamo sicurezza»

Un atto di coraggio, perché «erano anni che non si vedeva un sindaco da queste parti», e i residenti gliene danno atto. Ma Letizia Moratti, arrivata a Quarto Oggiaro per inaugurare la fine degli interventi di riqualificazione in via Federico Da Roberto, non immaginava certo di trovarsi nella «tana del lupo». Una rivolta che si è sfogata in modo acceso all’arrivo, prima di lei, dell’assessore alla Arredo urbano Maurizio Cadeo. La Moratti non si è tirata indietro, si è concessa a tutti ed è riuscita a «domare» la valanga di domande e proteste. «Macché fontane, qui abbiamo bisogno di sicurezza», tuona il Bronx milanese. «Le pulizie che hanno fatto oggi per il suo arrivo non si sono mai viste, gli spazzini sono arrivati alle 7 e hanno cancellato persino i graffiti», le riferisce Giorgio, che vive lì dal ’59. «Abbiamo scritto tante lettere, in via Dino Buzzati ci sono buche da 20 anni, la gente cade e si fa male», protesta Giuseppa. «Perché la fontana era spenta quando c’era la festa di quartiere?», si lamenta Bortolo, che ha 75 anni e ne ha passati 67 a Quarto Oggiaro. Per qualcuno, funziona fin troppo: «Fa rumore, spegnetela prima delle 23. E poi, sindaco, si tocchi i capelli, non sente che umidità?». «Non abbiamo più uffici comunali», dicono altri. La Moratti assicura: «Avete ragione, stiamo rivedendo la distribuzione». Qualcuno se la prende col mercato che restringe il passaggio delle auto. «Ma serve anche a tenere bassi i prezzi», replica il sindaco. A chi dice basta ai supermercati spiega che è colpa «delle liberalizzazioni avviate da Bersani. Se la Regione ci da l’ok, nei nuovi piani di intervento integrato ci saranno spazi destinati ai piccoli negozi, come un servizio». Al fronte anti-ecopass fa presente che «abbiamo potenziato le linee da e verso il centro». E a chi le fa presente che a Quarto Oggiaro «dovrebbe venire quando cala il sole, così vedrebbe lo spaccio o le corse dei motorini» ribatte: «Giro già la città di notte».
Ai presenti, la Moratti ricorda anche il motivo della visita, l’intervento su 9mila metri quadri in via Federico Da Roberto partito dopo le segnalazioni del consiglio di zona. Prima ci facevano le gare clandestine di auto, ora è pedonale, sono stati piantati 51 alberi, ci sono 2 telecamere di videosorveglianza, una fontana con giochi d’acqua e due grandi aiuole, 16 panchine. Importo dei lavori: 1,9 milioni. Ma nella zona è in corso anche «il recupero di Villa Schleiber, che è costato 9,9 milioni e finirà entro maggio», lì c’è già «un presidio fisso dei vigili». Due milioni sono serviti al «recupero delle case popolari di via Lopez», dove «solo quest’anno ci sono stati 34 sgomberi. Qualcosa di buono l’abbiamo fatto». Giusto pretendere maggior sicurezza, ma «posso rispondere solo per le mie responsabilità. Ho chiesto più agenti e non ne sono arrivati abbastanza, ho provato a chiedere per un anno e mezzo al governo normative che mi consentano di intervenire contro prostituzione, droga, accattonaggio, ma ho ottenuto zero».
La tensione si è ormai stemperata. «Bisogna cambiare la testa della gente, non il sindaco», ammette il fronte pro-Moratti. Si presta alle foto coi bambini, firma l’autografa a una ragazza disabile a cui promette «mezzi pubblici più accessibili». Alla fine dei conti «è stato un momento positivo di incontro con i residenti».
L’assessore Cadeo condivide le proteste sul degrado: «Amsa è un’azienda di grande livello, ma il piano di pulizie risale a 10 anni e oggi le emergenze sono cambiate. Chiedo da mesi di rivedere la strategia, con più attenzione per la periferia».