Fonte: Il Sole-24 Ore

RomaSono i piccoli reati, quelli che più destano allarme: furti in appartamento e di auto, scippi, borseggi, rapine, truffe. In totale, in Italia, nel 2010 ne sono stati denunciati più di 2,6 milioni. Una cifra che conferma il trend (in diminuzione) degli anni precedenti (-0,4 rispetto al 2009), secondo l’analisi sulla criminalità dell’Anfp (Associazione nazionale forze di polizia) e diffusa dal Sole24Ore, ma che contiene un dato preoccupante per Roma e provincia, dove si registra un incremento dei delitti rispetto allo scorso anno dell’8 per cento (tra il 2008 e il 2010 era stato invece registrato un calo del 6,7 per cento). Il che si traduce in migliaia di reati in più (nel 2010 quasi 238mila) e in una maggiore percezione di insicurezza dei cittadini. E tra queste cifre non sono comprese quelle sugli omicidi, che pure nella capitale stanno creando allarme (da gennaio ad agosto ne sono stati commessi 28, mentre in tutto il 2010 sono stati 23).
Il dato romano fa più impressione se confrontato con quello di un’altra grande città come Milano, che segna una variazione di soli 0,2 punti in percentuale (anche se la città meneghina ha il maggior numero di delitti: 275mila), o con Napoli, dove nel 2010 i crimini sono calati del 5,3%. Peggio di Roma, come variazione, hanno fatto solo L’Aquila, Matera, Latina, Palermo, Ascoli Piceno e Lodi, ma in queste città l’incidenza dei reati è bassa. A Roma e provincia nel 2010 sono aumentate le rapine del 20,3% (ne sono state commesse 3.895) mentre a Milano sono diminuite del 4,1 per cento; i borseggi all’ombra del Colosseo sono cresciuti del 27 per cento (16.579), mentre a Milano sono calati dell’11 per cento (anche se la città lombarda rimane seconda in classifica) e a Napoli del 5,4 per cento. A Roma sono aumentati anche gli scippi, del 18,9 per cento, che invece a Milano sono scesi del 9,4 per cento e a Napoli del 4,3 per cento. Scorrendo i dati salta agli occhi un aumento del 12 per cento a livello nazionale dei furti in appartamento, che a Roma e Milano si trasforma in un incremento del 26,6 per cento. Ma il sindaco Gianni Alemanno non ci sta: i dati del Sole, dice, «sono sotto verifica del Viminale e sono comunque inferiori al 2007 e 2008. Quindi siamo sempre su un trend di discesa nel lungo periodo. Non facciamo però mistero che ci sono nuove sfide sulla sicurezza da fronteggiare». «Questa variazione importante di Roma e provincia - spiega Enzo Letizia, segretario dell’Anfp - è da mettere in correlazione con la crisi economica e con congiunture giudiziarie come il sovraffollamento delle carceri e i benefici ai detenuti. La sicurezza deve essere considerata un bene primario, non un costo». «Nelle città - osserva il criminologo Francesco Bruno - viene meno il controllo sociale, si vive come estranei e l’opacità degli altri fa sì che questi reati, commessi quando mancano i soldi per le piccole cose, si moltiplichino anche a grazie ad un’omertà diffusa».