Forattini: «Meglio vivere qui piuttosto che nell’Italia di Prodi»

«La vita è meno confusa rispetto a Roma o Milano. E nella Ville Lumière ci si sente liberi»

da Parigi

Giorgio Forattini è uno dei molti «Italiens de Paris», come dalle parti della Senna vengono definiti i nostri connazionali, che hanno scelto di metter su casa nella capitale francese e di trascorrervi buona parte del loro tempo. Ecco come il famoso disegnatore, giornalista satirico e autore di libri di successo ci parla della sua Scommessa parigina.
Quando ha deciso di «emigrare»?
«Ho comprato casa 12 anni fa e ho scelto il quartiere del Marais perché secondo me è uno dei più gradevoli, e forse in assoluto il più gradevole, di questa città».
Trascorre molto tempo a Parigi?
«Viaggio parecchio, ma cerco sempre di trascorrere almeno dieci giorni al mese qui».
Che cosa le piace di più di Parigi?
«La qualità della vita, il senso di autentica libertà che si ha nel gestire la propria giornata e la propria esistenza. Si può andare a tavola a qualsiasi ora, si può vedere ciò che si vuole, si può fare quel che si vuole».
Che cosa le piace di più del quartiere del Marais?
«Non sempre i parigini sono simpatici, ma quelli che vivono nel Marais lo sono. È un quartiere in un certo senso all'italiana e del resto molti italiani hanno scelto di acquistarvi la propria abitazione principale o secondaria».
Qual è l'aneddoto più curioso della sua esperienza parigina?
«Sono arrivato a Parigi nel 1994 e in quel momento - visto che in Italia si era costituito il primo governo Berlusconi - era di moda in certi ambienti manifestare la voglia d'espatriare. Io ascoltavo pazientemente i miei interlocutori, ma adesso tocca a me usare quell'argomento per dire che mi trovo meglio all'estero piuttosto che nell'Italia governata da Romano Prodi!».
Perché secondo lei tanti italiani comprano casa a Parigi?
«Perché si sta bene. Perché la vita è meno confusa che a Roma e a Milano. Però nelle strade parigine le manifestazioni non mancano... Sono manifestazioni tranquille, che non mi fanno né caldo né freddo. Io le guardo e passo oltre».
Secondo lei il metro quadrato parigino è caro?
«Quando ho comprato casa io non lo era. Oggi gli appartamenti sono cari, ma meno che a Roma e a Milano».
Lei frequenta più francesi o più italiani?
«Tra gli italiani che vivono qui ho amici carissimi come Claudia Cardinale e Renzo Piano. L'ambasciata e l'Istituto culturale italiano sono per me punti di riferimento importanti, grazie al dinamismo dell'ambasciatore Ludovico Ortona e del direttore dell'Istituto Giorgio Ferrara».
Si sente un filo-parigino inguaribile?
Lo confesso, io sono felice a Parigi.