«Forbici Follia», fra uno shampoo e l’altro

Sei personaggi in un salone di parrucchiere sotto accusa per la morte di una pianista

Valentina Fontana

La commedia non musicale da più tempo in scena. Negli Stati Uniti è stata nominata sette volte Migliore commedia dell'anno e quattro volte Migliore opera teatrale dell'anno. Non solo ha vinto il Edgar Allan Poe Raven Award, ambito da tutti gli scrittori amanti di gialli, ma in America ha superato i 65 milioni di dollari di incassi, 6mila spettatori, 35mila repliche entrando più volte nel Guinness dei primati. Il segreto di Shear Madness, sui palchi di tutto il mondo da ventidue anni, sembra molto semplice: miscelare i diversi generi che più appassionano gli spettatori, commedia brillante, giallo, dramma, improvvisazione, cabaret e interazione col pubblico. Per questo nel '93 Gianni Williams decise di acquistarne i diritti e di farla approdare in Italia. Così l'evento teatrale statunitense prese il nome di Forbici Follia, e da tredici anni la commedia, in scena al Ciak fino al 12 febbraio, registra il tutto esaurito.
«Negli anni '60 lo psicologo svizzero Paul Portner - racconta il regista e attore Williams - scrisse la commedia ambientandola in un salone di parrucchiere creando sei personaggi stereotipati, ciascuno dei quali capace di commettere l'assassinio di una famosa e ricca pianista nel suo appartamento, situato sopra al salone. Portner aggiunse un nuovo elemento teatrale: dare la possibilità agli spettatori di risolvere il caso attraverso ciò che avevano visto o sentito». Detto fatto, ogni sera la rappresentazione diventa unica, perché è proprio il pubblico a trovare la soluzione e a decidere il finale. Gli attori, anzi, lanciano una sfida invitando a teatro avvocati, poliziotti e appassionati di storie poliziesche per scoprire il colpevole. «In un primo tempo - continua Williams - gli ospiti vengono riscaldati per prepararsi allo spettacolo. Così nel salone del parrucchiere si fanno realmente shampoo e piega. Si alza quindi la quarta parete in cui accade la storia e dopo entra in scena il pubblico. Infatti, il commissario e l'agente speciale, una volta avvenuto l'omicidio, chiederanno aiuto agli unici testimoni presenti sul luogo del delitto per risolvere il caso e trovare il colpevole tra i quattro sospettati».
Ma l'improvvisazione e l'unicità dello spettacolo non vengono determinate solo dall'interazione con gli spettatori. «La caratteristica di Forbici Follia - spiega il regista - sta nell'adattarsi sempre a ogni pubblico, a ogni luogo in cui viene rappresentata e ai vari fatti. Così il nostro salone di parrucchiere si trova nel quadrilatero della moda. Le battute sono tutte basate su fatti locali e d'attualità, una sorta di Striscia la notizia, ma a differenza delle altre edizioni, in cui gli attori erano tutti del posto, per questa mia prima tournée ho voluto mettere in scena tutta l'Italia, dal romano parrucchiere gay, dalla veneta sciampista di periferia al sedicente antiquario toscano fino all'agente speciale calabrese».