Forcaioli

Egregio Antonio Padellaro, lo sappiamo tutti che lei non è Furio Colombo, lo spiritato direttore de l’Unità di cui lei ha preso felicemente il posto. Conosciamo la sua linea editoriale, la passione dei suoi lettori, la necessità di gettar loro, detto simpaticamente, un osso tutti i giorni. Però ci faccia capire una cosa. Ieri, nel fascione rosso che c’è sotto la testata, dove in genere riportate frasi che ritenete emblematiche, c’era questa: «Una signora calabrese deve vedere il figlio in carcere per rapina a mano armata, cinque anni da scontare. Vede sfilare la delegazione di Forza Italia e si stupisce della facilità di accesso. “Mio figlio ha più o meno la stessa pena di Previti, ma lui l’ha scontata tutta in carcere”». Bene: perché avete riportato quella frase? Quale sarebbe la morale? Volete dire che Previti è un privilegiato? Ben sapete che Previti ha più di 70 anni e che la legge prevede che le persone della sua età possano andare agli arresti domiciliari, sempre che non abbiano compiuto reati particolarmente gravi. Lei non è d’accordo? Pensa che Previti, per sei anni, debba restare fisicamente a Rebibbia? Pensa che la legge sia sbagliata? Che debbano andare in galera anche le persone anziane? Lo dica, si spieghi. Altrimenti finiremo per pensare che neppure ora, disorientati dopo aver vinto, riuscite a smettere di accanirvi. E continueremo a chiamarvi come abbiamo sempre fatto.