Forche & forchette

Riparliamo di lui, il cabarettista del Travaglino, il fighetta che fa contraddittorio solo con lo specchio, e sapete perché? Perché un collega mi ha segnalato la presenza di Marco Travaglio in un ristorante: sicché mi è tornata in mente l’intervista in cui proprio Travaglio, col tono da Ispettore Manetta, citava Montanelli e declarava così: «Non frequento i politici. La corruzione comincia davanti a un piatto di pastasciutta. Non bisogna dare del tu ai politici né andarci a pranzo».
Un vero duro: e pazienza se dopo quell’intervista mi capitò di presenziare a una cena dove c’era giusto Travaglio più alcuni parlamentari: forse le cene sono diverse dai pranzi, così come i politici sono diversi dai magistrati. Lunedì sera, infatti, Travaglio ha cenato con Giancarlo Caselli alla Taverna dei Mercanti di via Santa Chiara, a Torino, e taccio sugli altri commensali che ben conosco. Ecco, confesso che la differenza tra il cenare con un politico e cenare con un magistrato non l’ho chiara per niente, parendomi entrambi, all’occorrenza, uomini di potere e soprattutto di parte.
Il giorno dopo Travaglio ha scritto un articolo sulle candidature della Sicilia cara a Caselli: e io non penso che Caselli possa esser stata una fonte, ma capite bene che qualche malizioso, avendoli visti attovagliati, potrebbe pensarlo. Occhio, dunque.