FOREST, GUASTATORE DEL FESTIVALBAR

Il Festivalbar (martedì su Italia 1, ore 21) non è solo uno dei momenti canonici che segnano l'inizio dell'estate ancor prima che lo certifichi il calendario. È anche un esempio di trasmissione anti televisiva per antonomasia, accorpando tutti in una volta alcuni handicap evidenti delle manifestazioni musicali: solita sfilata di cantanti (quasi sempre gli stessi anno dopo anno), solite piazze come palcoscenico (da piazza Plebiscito a Napoli sede del debutto sino all'Arena di Verona per il gran finale), scarsità di soluzioni registiche (più di tanto non si può fare), ripetitività del copione scandito dai conduttori che di stagione in stagione si alternano a presentarlo e che si sgolano a gridare ogni settimana: «Grazie Napoli! Grazie Torino! Grazie Verona! Siete fantastici! Siete meravigliosi», (e in genere vengono ingaggiati una mezza dozzina di autori per dividersi equamente lo sforzo creativo di questo genere di testi). Non a caso il Festivalbar è uno di quegli appuntamenti televisivi che necessitano di un numero sempre maggiore di conduttori (siamo arrivati a tre ma non è esclusa in futuro la crescita esponenziale) a testimonianza del tentativo di vivacizzarlo e di creare quell'«unione che fa la forza» in grado per qualche attimo di stoppare la marea vociante degli spettatori assiepati in lungo e in largo per le piazze d'Italia. Nonostante questi handicap di partenza, il Festivalbar è una delle pochissime manifestazioni musicali che riescono ad avere ottimi ascolti televisivi, alla faccia del periodo estivo poco propenso ad andare d'accordo con le esigenze dell'Auditel. Si è evidentemente creato un feeling con il pubblico giovane, che è statisticamente il meno propenso a stare davanti al video ma fa sempre un'eccezione per questa kermesse. Questa volta la concorrenza dei mondiali di calcio si è fatta sentire, ma terminata Germania 2006 è probabile che il Festivalbar ricominci a macinare i soliti numeri di ogni estate, a meno di una clamorosa e improvvisa disaffezione. Per la conduzione di quest'anno sono state scelte due prime donne emergenti della nostra tv come Ilary Blasi e Cristina Chiabotto (se la definizione di emergenti venisse considerata riduttiva niente in contrario a definirle «già emerse», e non se ne parli più) affiancate dal mago Forest che le sue quattro risate riesce sempre a strapparle anche senza gli assist della Gialappa's. E in fondo è proprio lui, con la sua comicità stralunata e piena di nonsense giocosi, a rendere i tempi morti del Festivalbar un po' meno morti, e a farlo sembrare uno spettacolo facile da presentare a dispetto della realtà. Tra tanti comici rimasti prigionieri di un ruolo, eccone finalmente uno non ancora «guastato» dalla televisione.