Fori, custodi in ostaggio dei borseggiatori

Daniele Petraroli

I Fori imperiali ostaggio dei nuovi barbari. Borseggiatori, venditori ambulanti, e desperados che utilizzano le toilette per lavarsi impedendo ai turisti l’accesso ai bagni. Tutto questo nell’area archeologica più importante del mondo. A protestare contro una situazione insostenibile proprio i custodi comunali. Due assemblee in quattro giorni, una lunedì mattina e una ieri con il risultato di tenere i Fori chiusi per due ore ogni volta, dalle otto e mezza alle dieci e mezza. «È una vergogna - denunciano in coro - noi cerchiamo di contrastare questi fenomeni ma riusciamo solamente a ottenere rappresaglie. Per salvare i portafogli dei turisti veniamo bersagliati con sassi, sputi e insulti dagli zingarelli. Per non parlare delle ritorsioni fuori dall’area dei Fori. Non ce la facciamo più, siamo veramente esasperati anche perché negli ultimi mesi la situazione è degenerata».
Il problema principale è quello degli scippi. Negli ultimi dieci giorni sono stati ritrovati dalle forze dell’ordine oltre venti portafogli. La zona in cui vengono abbandonati dopo averli svuotati è sempre la stessa, accanto alla via Sacra tra il tempio di Romolo e la Basilica di Massenzio. I borseggi, poi, si concentrano nella Curia, nell’ara di Cesare, sulla stessa via Sacra e nelle lunghe code alla biglietteria del Palatino. La vera novità (negativa, però) è che adesso anche gli zingari si travestono. Cappello da baseball, occhiali da sole, mappa di Roma e solita mano lesta contro cui turisti e custodi possono ben poco. I controlli della polizia, poi, sono sporadici. Di tanto in tanto ci sono controlli e retate (l’ultima domenica scorsa) ma persone fermate quasi nessuna. La maggior parte degli scippatori, infatti, è minorenne. Così ci si limita a farli uscire e a spaventarli ma niente che possa risolvere davvero il problema. Stessa situazione per venditori ambulanti (di ombrelli in caso di pioggia, di souvenir e cartoline gli altri giorni) che trasformano la via Sacra in un mercato e mendicanti che usano i bagni per lavarsi.
E veniamo alla causa di tanti problemi: l’ingresso gratuito nell’area archeologica. Da quando nel 1998 l’allora ministro dei Beni culturali Veltroni decise l’eliminazione del biglietto (che costava 12mila lire) la situazione è degenerata. «Se prima c’era un controllo ora è impossibile farlo - denunciano sempre i custodi -. Con i tornelli, invece, si potrebbe risolvere, almeno in parte, il problema. Potremmo chiedere anche i documenti all’ingresso e questo basterebbe a scoraggiare i malintenzionati. Senza considerare che sono gli stessi turisti stranieri a meravigliarsi del fatto che non si paghi l’accesso per un sito del genere». Anche perché, vista la carenza cronica di denaro destinato ai beni culturali, l’«obolo» (anche simbolico, a un euro) consentirebbe di curare maggiormente l’intera area archeologica.
Nelle due assemblee i custodi hanno chiesto, oltre all’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, il ritorno al passato con la chiusura di tutta la zona. Ma le resistenze dal Campidoglio sono molte, a cominciare dal fatto che il Veltroni-sindaco si troverebbe a dover sconfessare, qualche anno più tardi, il Veltroni-ministro. «Una mia collega - racconta l’ennesimo custode che preferisce l’anonimato - qualche giorno fa è stata aggredita con accendini e mattoni proprio qui fuori dopo aver finito il turno. Responsabili, gli stessi zingari che aveva cacciato dai Fori qualche ora prima. È ora di dire basta a tutto questo». Non si parla ancora di scioperi ma se le cose non dovessero cambiare radicalmente l’ipotesi non è affatto remota.
Insomma, quella che un tempo era la zona delle processioni religiose e dei trionfi degli imperatori romani, la via Sacra, si è trasformata in terra di nessuno. In «ufficio» per scippatori e commercianti abusivi, e in area di bivacco per senzatetto e ubriaconi, veri beneficiari di un ingresso gratuito che umilia le meraviglie di Roma antica.