Forin: «Sì alle azioni ma solamente a rate»

In casa Deutsche Bank, nel corso del 2008 la rete di promotori di Finanza & Futuro ha accompagnato, alla luce della crisi, i clienti nella ridefinizione del proprio profilo di rischio e quindi del grado massimo di sopportazione delle perdite. «A chi era pronto a correre i pericoli connessi all’investimento azionario, abbiamo consigliato una riduzione parziale dell’esposizione in Borsa e di mantenere le posizioni in prodotti “market neutral”, pensati per difendere il capitale e maturare buoni rendimenti. Agli altri abbiamo invece proposto le obbligazioni del gruppo, con durata da 2 a 5 anni a tasso fisso o variabile», dice Daniele Forin, amministratore delegato di Finanza & Futuro Banca. «Siamo convinti che ci troviamo in un contesto favorevole per aumentare progressivamente nel tempo sia gli investimenti in Borsa sia quelli in campo previdenziale». «Una situazione ideale - prosegue Forin - per “accumulare“ pacchetti azionari tramite i pac, gli strumenti che permettono di mediare il prezzo di acquisto e quindi il rischio del singolo investimento». Forin ritiene poi «molto interessanti» anche le obbligazioni emesse dalle società, a patto però «di investire tramite fondi e Sicav specializzati che consentono la massima diversificazione e, di norma, minimizzano il rischio connesso a un eventuale fallimento del gruppo». Un’ulteriore alternativa che Finanza & Futuro ha proposto ai propri clienti sono poi i prodotti assicurativi di diritto irlandese emessi dal partner Zurich, prosegue Forin, sottolineandone i vantaggi fiscali e finanziari. Queste soluzioni «permettono per esempio di utilizzare comparti di Sicav non collocati in Italia, di posporre il pagamento delle tasse in caso di passaggio da un comparto ad un altro, e di effettuare switch da un fondo all’altro in un solo giorno», conclude il numero uno di Finanza & Futuro.